Star Wars 7: la Forza si è risvegliata

STAR WARS

La Forza, dopo 32 anni, si è risvegliata e il mito di Star Wars è ancora più vivo che mai grazie all’attesissima opera di J.J. Abrams, da oggi nelle sale

Il lungometraggio del creatore di Lost ha un grande pregio e un grande difetto: il pregio è che il regista è stato in grado di rendere squisitamente contemporaneo il mito della prima trilogia di Guerre Stellari attraverso immagini straordinarie, ambientazioni ad hoc ed una narrazione serrata che i primi tre film ambientati “In una galassia lontana lontana” di certo non avevano; il difetto è che il lungometraggio, atteso da 32 anni dagli appassionati della saga, pecca di una sceneggiatura che strizza l’occhio al passato attraverso personaggi, astronavi e robot ben noti al grande pubblico ma che di fatto è un lungo incipit che si limita introdurre una manciata di nuovi volti e ad aprire una nuova, stellare, era ancora in fieri.

Al di là del viaggio visionario che le nuove tecnologie di computer grafica in Star Wars 7 rendono affascinante e avvolgente, Il Risveglio della Forza fa perno sull’effetto amarcord ma pecca di fantasia e pathos: a differenza della prima trilogia, infatti, in Star Wars 7 ogni colpo di scena, anche il più doloroso, viene imboccato attraverso, tanti, troppi, “avvertimenti” che rendono i momenti topici fastidiosamente ovvi e in alcuni casi fin troppo simili a quelli già visti tanto da rendere il lungometraggio, in alcune sfaccettature, più un reboot che un sequel di ciò che è stato.

J.J. Abrams usa il suo tocco magico in modo meno decisivo rispetto al lavoro fatto su Star Trek, omaggiando il lavoro di George Lucas. In questo lungo incipit, che apre le porte alla nuova trilogia, inserisce dei personaggi molto interessanti come la moderna eroina Rey (Daisy Ridley), perfetto ma incoerente ibrido che unisce le caratteristiche del giovanissimo Anakin e di Han Solo, il nuovo simbolo del lato oscuro Kylo Ren (Adam Driver), il cui volto e i moventi fanno rimpiangere la violenta bellezza di Hayden Christensen, Finn (John Boyega), Poe Dameron e il robottino BB8, una sorta di Wall-e stellare che nulla ha da invidiare all’umanità suo adorato predecessore R2D2.

Tra passato e futuro quel che manca in Star Wars 7 – Il Risveglio della forza è il presente ma nonostante questa pecca non di poco conto e che già promette nel finale di essere colmata al prossimo film, gli amanti della saga, e della settima arte, non potranno non sussultare davanti ai volti invecchiati di Han Solo, Chewbacca e Leia, al risorgere dalle sabbiose ceneri del Millenium Falcon e al rapporto, mai arrugginito, tra C3PO e R2D2. Un po’ di delusione forse ci sarà, ma la Forza poco oggettiva della Star Wars-mania ancora una volta sarà più forte.

Sandra Martone

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