“Spectre”, un viaggio nell’anima di James Bond

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Dal 5 novembre il nuovo sorprendente e adrenalinico 007 con Daniel Craig diretto da Sam Mendes

Che Daniel Craig abbia chiuso o meno il suo intenso rapporto con James Bond con il quarto dei film in cui l’attore inglese interpreta l’agente segreto più conosciuto e amato della cinematografia non è dato saperlo con certezza. Eppure Spectre ha tutta l’aria di essere orgogliosamente la fine dell’era che ha consacrato il volto umano di 007.

Il titolo affatto casuale del lungometraggio che vedrà forse per l’ultima volta Craig/Bond diretto da Sam Mendes, non si rifà solamente all’organizzazione segreta contro la quale l’agente dovrà combattere, ma è legato soprattutto agli spettri del passato con i quali l’uomo dovrà rappacificarsi per riconciliarsi con se stesso e guardare avanti.

Spettacolare nell’azione, come ogni Bond che si rispetti, e coerente nel plot che si ricollega con eleganza ai tre capitoli precedenti della “quadrilogia craighiana”, nell’ultima missione segreta di 007 stupisce l’originale idea di scavare nel passato di Bond e svelarne – ancora una volta – il lato più terreno. Come nei precedenti lungometraggi Sam Mendes tenta, riuscendoci, di salvare James Bond dalla polvere del mito per consegnare al cinema un eroe post moderno forte delle sue fragilità.

In Spectre gli spettatori verranno a conoscenza del passato mai svelato di James e per più di un attimo si ritroveranno faccia a faccia con l’uomo e non con il Dio garbatamente virile che fino ad oggi hanno ammirato, grazie anche a una donna (Lea Seydoux) che permetterà di sconvolgere corsi e ricorsi della sua esistenza il cui biblico nome (e pure questo non è un caso) è Madeleine. Nel cast, tra i personaggi femminili, c’è anche l’italiana Monica Bellucci.

Spectre conclude l’operazione di Mendes sovvertendo completamente l’icona per lasciare in eredità alle nuove generazione uno 007 più terreno, meno misogino e più plausibile per la contemporaneità e giocando con humor, rigorosamente inglese, con ogni cliché della storica e infinita saga.

Sandra Martone

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