Sorrentino, affresco in due atti

15.LORO-1_Toni-Servillo_Elena-Sofia-Ricci_03312_photo-by-Gianni-Fiorito

I due film Loro 1 e 2 spaccano il pubblico

Sorrentino torna al cinema con il doppio capitolo di Loro, rievocando gli anni berlusconiani dal 2006 al 2011 per ridisegnare la cornice di caduta-risalita-disfatta del personaggio politico più influente e discusso degli ultimi venti anni.

1525447747_loro-2-1280-1280x628Sorrentino parla di Lui attraverso il “cenacolo empio e accattone” che gli si era formato attorno, dalle ragazze a pagamento fornite dal faccendiere Tarantini sino ai politici affaristi e opportunisti arrivando agli ex-amici sempre pronti a ricattarlo per ottenere favori o nepotismi. Sorrentino, attraverso Loro, appunto, parla di una parte dell’Italia e degli italiani che si è riconosciuta in quel tipo di società e non se ne mai vergognata. B. è stato il faro nella notte di tanti inetti sfruttatori perditempo che speravano di far carriera senza qualità, sfruttando doti fisiche o immorali. La disperazione e la solitudine di B. ha fatto credere a tanti di essere le persone giuste al momento giusto.

coverlg_homeSorrentino, dopo un primo capitolo dove ha indugiato eccessivamente, senza un vero equilibrio narrativo, sul circo mediatico di starlette e “mignottari”, ha concentrato e focalizzato il tema sul vero protagonista della storia che voleva raccontare: il bisogno di essere amato e di essere visto di B. Al di là di tutti i moralismi politici o sociali B. è l’artefice del mondo che lo ha prima elevato a piccolo reuccio di Arcore e poi lo ha fatto crollare a colpi di ricatti e insinuazioni pericolose sulla sua condotta sessuale. Una frase che caratterizza tutto il film e che descrive bene la mentalità di B. è: “ma tu Silvio credevi davvero che saresti potuto essere l’uomo più ricco d’Italia e anche il più amato?” e B. “si, credevo proprio questo”. Sorrentino non vuole discolpare B dalle sue responsabilità, ma addebita al suo bisogno intrinseco di essere al centro dell’attenzione il suo errore più grande. L’ingenuità, ci fa capire Sorrentino, non è una scusante per quello che ha fatto, ma forse, come tutti, anche B ha ceduto alle proprie debolezze. In fondo, per essere amati, si è disposti a fare qualsiasi cosa.

Set del film "Loro" di Paolo Sorrentino.  Nella foto Toni Servillo e Giovanni Esposito. Foto di Gianni Fiorito Questa fotografia è solo per uso editoriale, il  diritto d'autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film  e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.  E? obbligatoria la menzione  dell?autore- fotografo: Gianni Fiorito.Se B, fino alle elezioni del 2008, aveva sempre saputo rialzarsi, con il terremoto dell’Aquila e gli scandali delle “olgettine” è stato travolto da un’onda anomala che lo ha portato fuori rotta per sempre. La crisi coniugale, infine, ne ha decretato la sconfitta. Sorrentino ci mostra un B veramente innamorato, ma cieco di fronte alle sue mancanze affettive. Veronica ha tollerato molti aspetti eccessivi del Cavaliere, ma un rigurgito di dignità le ha impedito di sostenerlo negli attacchi personali che lo vedevano complice di insidie a minorenni. Veronica non è mai stata vittima come molti credono o vogliono far credere e B non è mai stato il solo carnefice. Entrambi, come in ogni coppia, hanno contribuito a far crollare un matrimonio che si reggeva su basi instabili e senza futuro.

Sorrentino con poesia e rigore quasi scientifico mette in scena l’Italia semplice e ignorante perché ogni popolo si merita i politici che elegge e ogni politico si merita l’elettorato che ha.

Con Loro 1&2 Sorrentino continua la sua parata di “mostri” che cercano sempre di rimanere a galla sgomitando e annaspando nel fango che hanno creato. Non c’è niente di edificante nei personaggi descritti dal regista partenopeo, ma il suo occhio clinico ma mai cinico, ci dà speranza per un’Italia migliore che, nonostante la bonaccia etica e politica, vuole farsi vedere.

Diversamente dagli altri film Sorrentino può essere criticato dal punto di vista tecnico. Alcuni tagli, soprattutto i controcampi, sono dozzinali e non sempre precisi, e la direzione recitativa di Servillo, senza nulla togliere alla sua camaleontica capacità artistica, pecca quando a Toni scappa qualche accento napoletano di troppo che Sorrentino avrebbe dovuto arginare.

elena_sofia_ricci_loro_2Una nota molto piacevole è l’interpretazione di Elena Sofia Ricci che dimostra notevoli doti interpretative mai troppo sfruttate sino ad ora, così come Scamarcio ben calato nel ruolo di “pappone” fallito.

Con Loro speriamo di chiudere una pagina socio-politica italiana che si è coperta di ridicolo solo per i capricci di alcuni uomini che avevano solo bisogno di essere visti e che volevano dimostrare a tutti di essere utili e indispensabili.

 

Loro 1&2

Regia e soggetto: Paolo Sorrentino

Produzione: Italia/Francia

Durata: 204 minuti

Anno: 2018

Genere: Biografico/commedia

Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello

Attori: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizio Bentivoglio

 

Voto 4/5

 

Ramsis D. Bentivoglio

 

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