Se il Guardian celebra Raffaella Carrà

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L’omaggio in occasione della presentazione di ‘Explota, explota’ di Nacho Álvarez, ispirato alla carriera della nostra artista

“Raffaella Carrà: la pop star italiana che ha insegnato all’Europa la gioia del sesso“. E’ il titolo della lunga celebrazione che il giornale inglese The Guardian fa dell’artista italiana in occasione della presentazione in tre importanti festival (Tallinn Black Nights film festival, festival internazionale del cinema di Almería e Torino Film festival) di ‘Explota Explota’ (titolo inglese ‘My Heart Goes Boom!‘) commedia musicale sulle note dei grandi hit di Raffaella Carrà, opera prima del regista uruguaiano Nacho Álvarez, girato nel gennaio scorso tra Madrid, Pamplona e Roma e coprodotto da Spagna (Tornasol) e Italia (Indigo Film).

Se il Guardian celebra Raffaella Carrà: l’omaggio in occasione della presentazione di ‘Explota, explota’ di Nacho Álvarez, ispirato alla carriera della nostra artista

”Explota Explota” narra la storia di María (Ingrid García-Jonsson), una ragazza che nei primi anni Settanta prova a realizzare il suo sogno: entrare nel corpo di ballo del più importante show televisivo spagnolo. Maria, di cui brilla il grande talento, riuscirà a farsi strada nel mondo della tv nonostante l’ipocrisia e i rigori della censura. Per quanto non sia un film biografico, molti spunti della vicenda sono chiaramente ispirati alla carriera della Carrà. Che il Guardian osanna con paragoni lusinghieri: “Oltre a diventare una delle personalità più conosciute nella sua nativa Italia, ha fatto scalpore nel mondo di lingua spagnola del XX secolo. Dove la Svezia aveva gli Abba, l’Italia aveva la Carrà, che ha venduto milioni di dischi in tutta Europa“.

“Dagli anni Cinquanta in poi, Carrà, che sapeva cantare, ballare e recitare altrettanto bene, ha avuto un’influenza impareggiabile nella musica italiana e nella cultura pop”, sottolinea ancora il quotidiano britannico. “Tecnicamente parlando, l’Italia aveva cantanti molto più dotate al livello vocale”, prosegue il Guardian menzionando nomi mitici come quelli di Mina, Milva, Patty Pravo e Giuni Russo. Ma, sottolinea, “la Carrà le ha superate tutte”.

Il quotidiano inglese ne ricorda tutta la carriera: il soggiorno in America da cui tornò “con la convinzione che l’intrattenimento italiano avesse bisogno di una scossa di energia”; il successo nei varietà televisivi nei quali inseriva “sequenze di canto e danza ispirate a Broadway”; il boom delle sigle, a partire da ‘Ma Che Musica Maestro’, che causò lo scandalo del primo ombelico in mostra sulla tv di Stato; la censura sul Tuca Tuca; l’abbigliamento “proto-glam” e il caschetto biondo “che rende il look di Anna Wintour scialbo”; i successi nella Spagna post-franchista; il brano ‘Luca’ che per la prima volta toccava l’omosessualità in modo diretto ma leggero (una cosa “inaudita nell’Italia cattolica” di allora, e “non sorprende che la Carrà sia diventata un’icona gay internazionale”, rimarca il Guardian); l’ulteriore affermazione con i talk show negli anni ’80.

A metterla un gradino sopra altre sue coetanee, secondo il quotidiano inglese, era la “combinazione di sex appeal e accessibilità”. “Ha insegnato alle donne che avere il libero arbitrio in camera da letto non era scandaloso, che va bene innamorarsi di un uomo gay e che non tutte le relazioni sono esattamente sane”, scrive il quotidiano citando brani come ‘A Far L’Amore Comincia Tu’ e ‘Forte Forte’, dal messaggio opposto. E ancora, la canzone ‘Tanti Auguri’ “è diventata un inno al sesso e alla sessualità” (“ma girando questa terra io mi sono convinta che non c’è odio non c’è guerra quando a letto l’amore c’è”, “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu”).

“La maggior parte dei suoi inni pop sessuali sono un prodotto della Tv italiana degli anni ’70, ma non sono reliquie del passato: gli italiani conoscono ancora i testi a memoria e li cantano non appena si presenta l’occasione”. Oggi pare una cosa scontata pungolare il piacere sessuale in una canzone, ma, fa notare il Guardian, la Carrà “è stata una pioniera che ha aiutato le persone a vivere vite più appaganti, usando ritmi a cui nessuno che abbia sangue nelle vene può resistere”.

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