“Sangue del mio sangue”, Bellocchio criptico al Lido

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Venezia72, in concorso la pellicola ambientata a Bobbio dove il regista girò “I pugni in tasca”

Le antiche prigioni di Bobbio, chiuse e abbandonate ormai da decenni e in passato parte del convento di San Colombano, fanno da sfondo all’ultima pellicola di Marco Bellocchio, Sangue del mio sangue. Un film, il terzo italiano in concorso alla 72^ Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che ha spiazzato la critica, divisa tra molti consensi e qualche dissenso, per la scelta del regista di utilizzare un linguaggio particolarmente enigmatico, fatto soprattutto di immagini e musica, più che di parole. Ma è proprio questa sua indecifrabilità, il ricorrere a simbolismi attraverso le due storie del passato e del presente che si intrecciano tra loro, a convincere.

Bobbio, 1600. Federico (Pier Giorgio Bellocchio), un giovane soldato, viene sedotto da suor Benedetta (Lidiya Liberman), così come suo fratello gemello don Fabrizio che a causa di questa relazione si è ucciso. Per questo la donna viene murata viva nelle antiche prigioni della città, dopo essere stata sottoposta alle prove dell’acqua, delle lacrime e del fuoco. Secoli dopo tornerà in quello stesso luogo un altro Federico, (che dice di essere) un ispettore ministeriale, il quale scoprirà la presenza di un misterioso Conte (Roberto Herlitzka), che si aggira per la città solo di notte.

Bellocchio dirige Sangue del mio sangue non solo nella sua città natale. Ma, esattamente cinquant’anni dopo, sceglie il luogo dove aveva girato la sua prima pellicola I pugni in tasca e dove si svolge il suo laboratorio dedicato ai giovani Fare cinema. E’ proprio durante uno di questi corsi nel 2009 che si accorge delle prigioni abbandonate e, ispirandosi alla storia della monaca di Monza, gira la prima parte del film su suor Benedetta. Una donna che per difendere la propria libertà, spinta dal forte desiderio di essere se stessa, sceglie di sacrificare persino la sua vita.

Successivamente il regista decide di collegare questa storia del passato con una del presente, creando un ponte tra i due tempi. “Ho sentito la necessità di raccontare queste due storie senza un’architettura drammaturgia precisa o stabilire connessioni rigide” confessa durante la conferenza stampa. Il risultato è una seconda storia ambientata ai giorni nostri, in cui una modernità “vampirista” fatta di evasori fiscali e finti invalidi sta risucchiando tutto, rifuggendo da ogni tipo di pura bellezza.

Visto il titolo del film, non poteva mancare tra gli attori anche Bellocchio jr. che convince nonostante una recitazione fortemente teatrale, in linea con la parte della pellicola in costume dai toni più cupi. Nel passaggio dal passato al presente, l’attore si vede meno. E al suo posto, appare il conte (Dracula?) Herlitzka che si fa apprezzare soprattutto in un meraviglioso dialogo sul mondo di oggi con il suo dentista. Nel cast anche l’altra figlia di Bellocchio, Elena, il pazzo (nel film naturalmente) Filippo Timi e Alba Rohrwacher, una delle due sorelle Perletti che vivono in simbiosi l’una con l’altra.

Nelle sale da domani, mercoledì 9 settembre, Sangue del mio sangue è stato prodotto da Kavac film, IBC Movie e Rai Cinema e sarà distribuito da 01 Distribution.

Giulia Bianconi

g.bianconi@araldodellospettacolo.it
Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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