Ruffini ‘rimandato’ a settembre

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“Sto riscrivendo tutto per le difficoltà organizzative enormi”, dice all’AdnKronos il regista sul suo nuovo film, le cui riprese dovevano partire ad aprile

Il 14 aprile dovevo iniziare a girare un film che si intitola ‘Rido perché ti amo’. E ovviamente non è stato possibile. Una commedia romantica diretta da me che ha come protagonista Nicola Nocella, un bravissimo attore candidato ai David di Donatello per il film ‘Easy’ e Daphne Scoccia, una bravissima attrice. Una storia che ora sto risistemando tutta in virtù del protocollo Covid”. Paolo Ruffini lo racconta a Veronica Marino dell’Adnkronos, mentre è alle prese con la difficile ripartenza.

Ruffini ‘rimandato’ a settembre: ”Sto riscrivendo tutto perché le difficoltà organizzative sono enormi”, dice il regista all’AdnKronos sul suo nuovo film, le cui riprese dovevano partire ad aprile

“Il problema – spiega – è arrivare sul set, rispettando tutte le norme che ci sono e che sono giustissime ma ti mettono in condizioni… Beh diciamo che io oggi vorrei fare un film su come poter fare un film. Fare il film è già il film. E’ come il ristoratore che alla fine decide di restare chiuso”. Che ostacoli sta trovando Ruffini? “Bisogna andare a prendere ogni attore con un mezzo ad uso esclusivo”, risponde. “E nei van si possono portare solo due persone. I camerini devono essere singoli e questo significa che se io ho 13 attori, devo avere 13 camper. I truccatori vestiti come quelli che vanno a prendere il miele dalle api. Per preparare ogni attore ci vuole un’ora. A che ora le convochiamo le persone? Alle due di notte? Ora i film li stanno facendo seguendo la legge, ma francamente non so come facciano. E’ come il caso delle discoteche che possono riaprire ma poi si stabilisce che non si può ballare. Il paradosso è che chi legifera sembra non vivere la realtà“, scandisce tra l’ironico e l’abbattuto.

In ogni caso “a settembre è previsto l’inizio delle riprese. Ora lo sto riscrivendo calcolando tutta una serie di cose, come il fatto che negli spazi chiusi l’aria condizionata non si può mettere, che tutti gli attori devono fare il test sierologico, ma anche che se hai 50 comparse non puoi farlo fare a tutte e 50, ragion per cui le comparse devono essere distanziate. Quindi fra sei mesi, quando i film saranno montati – scherza ma non troppo Ruffini – tu vedrai o dei film western dove siamo tutti a distanza e ci spariamo o dei cartoni animati a meno che non vogliano far fare il test sierologico a Tom&Jerry o dei film dove se c’è una piazza non vedrai nessuno a braccetto. Rossellini ha fatto ‘Roma città aperta’ mentre erano in guerra. Noi non siamo capaci di fare un film post Covid. La nostra civiltà invece di trovare delle soluzioni, trova dei problemi. Noi siamo un popolo che ha un governo che ha un problema ad ogni soluzione“. E infatti all’esecutivo Ruffini ha molto da dire.

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