#RomaFF12, CERCANDO CAMILLE, padre e figlia in viaggio per la memoria

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L’Alzheimer come occasione di divertimento e di riscoperta di se stessi

Malattia e ironia, divertimento e dramma si mischiano insieme con armonia nel delizioso film Cercando Camille, opera seconda dell’attrice e regista Bindu de Stoppani, presentata oggi alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Kino Panorama Italia di Alice nella Città. Anna Ferzetti, attrice figlia d’arte, rivive, rielabora e interpreta la propria esperienza personale al fianco del grande Luigi Diberti, in un road movie padre-figlia tragicomico, colorato, allegro e squisitamente delicato.

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Edoardo (Luigi Diberti) è un reporter di guerra ormai anziano malato di Alzheimer in fase intermedia, sua figlia Camille (Anna Ferzetti) si prende amorevolmente cura di lui. Edoardo però sembra cercare ancora Camille in un luogo lontano, perso nel tempo e nello spazio. Per aiutare suo padre a rimettere ordine nei propri ricordi Camille decide di assecondare la sua disperata ricerca e di accompagnarlo in un assurdo viaggio a bordo di un vecchio camper verso quelli che un tempo furono i territori di guerra in Bosnia.

Con garbo e allegria la regista Bindu de Stoppani riesce a raccontare il dramma dell’Alzheimer. In Cercando Camille, quasi per contrappunto, la malattia diventa il simbolo della memoria stessa e del suo valore sia come momento affettivo e umano che come fatto storico. Nel momento in cui la storia esce dagli schemi logici e si concede il lusso di sospendere il giudizio sul comportamento del padre malato il racconto comincia a prendere strade inaspettate e sorprendenti anche per gli altri personaggi. La memoria diventa l’occasione per riscoprire e conoscere se stessi.

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“Non volevo fare un film sulla guerra -spiega la regista in conferenza stampa-, ma un film sulla memoria e quello che volevo rappresentare anche attraverso il tema dell’Alzheimer era l’importanza del non dimenticare”.

Nel film tutto comincia con la determinazione ad intraprendere quello che sembra un viaggio bizzarro, ma che in realtà rappresenta il punto di partenza per una riscoperta di sé soprattutto da parte di Camille. In questo viaggio Camille riesce a trovare se stessa e al tempo stesso porta in un camper la propria casa e suo padre con sé.

“Edoardo -spiega Luigi Diberti- si lascia guidare un po’ come se fosse lui stesso il camper. Questo film è stato quasi terapeutico anche per me”.

La storia toccante di Camille ed Edoardo ha coinvolto non solo gli aspetti professionali degli interpreti, ma anche la loro sfera più intima. In modo particolare per Anna Ferzetti, figlia del noto attore Gabriele Ferzetti recentemente scomparso, questo film è stato un viaggio personale.

“Quando ho incontrato Bindu avevo perso mio padre da poco – ha raccontato l’attrice ai giornalisti presenti alla Festa del Cinema-, e questo film è stato come ripercorrere una storia già vissuta. Per una donna, per una figlia, la figura del padre rappresenta sempre un ideale di cui cerchiamo l’approvazione. Camille in questo viaggio scopre aspetti del padre che non aveva mai visto e capisce che questi era incapace di manifestare il proprio amore per lei. Questa malattia le fa capire che deve lasciare andare la figura del padre e diventare donna. Personalmente sento questo argomento in maniera molto profonda. Questo lungo viaggio con Luigi è stato fondamentale per me stessa.

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“Le cose non accadano mai per caso – continua Anna Ferzetti con toccante confidenza-. Ho vissuto con mio padre l’esperienza dell’Alzheimer. Io avevo deciso di fare un viaggio con mio padre e ho avuto la fortuna di farlo con Luigi. Lui mi ha aiutato in questo viaggio, un viaggio in tutti i sensi, e ho messo tanto di mio in questo film, anche la sofferenza come donna nell’accettarsi.”

Vania Amitrano - Laureata in Lettere, amante dell’arte, dello spettacolo e delle scienze umane, autrice di testi di critica televisiva e cinematografica. Ha insegnato nella scuola pubblica e privata.



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