RomaFF11: tocca a Vicari con “Sole cuore amore”

sole cuore amore

E al RomaFF11 arriva il primo film italiano presentato nella Selezione Ufficiale. Stiamo parlando del nuovo film drammatico di Vicari con Isabella Ragonese

È il primo dei quattro film italiani presentati nella Selezione Ufficiale dell’undicesima Festa del Cinema di Roma, Sole cuore amore di Daniele Vicari (Diaz). Isabella Ragonese veste i panni di una giovane mamma di quattro figli che vive alla periferia di una grande città come Roma.

Può essere interessante la quotidianità come argomento per il cinema? Secondo Vicari non solo lo è, ma la recente produzione cinematografica tende a interessarsene troppo poco. Con Sole cuore amore il regista ha voluto rappresentare una storia che raccontasse proprio questo aspetto della società. “La quotidianità è fatta di amore, solitudine, bellezza e bruttezza” ha detto Vicari ai giornalisti presenti all’anteprima del suo film.

In Sole cuore amore Eli (Isabella Ragonese) lavora in un bar come cameriera, è una donna gioiosa, aperta ed efficiente nonostante con il suo solo impiego, duro e sottopagato, debba mantenere tutta la sua famiglia composta dal marito (Francesco Montanari), operaio disoccupato, e dai loro quattro figli. La vita di Isa è fatta di una pesante quotidianità, ore di viaggio sui mezzi pubblici per andare e tornare da casa e un lavoro faticoso e spossante. Il solo aiuto che riceve è quello della sua più cara amica Vale (Eva Grieco) una danzatrice e performer che vive al piano di sotto di casa sua.

“Ho avuto molta paura nell’accettare questo ruolo – ha raccontato la Ragonese in conferenza stampa – perché si trattava di un personaggio molto difficile. Ho capito però che Eli è una donna che vive soprattutto di relazioni. Ho dovuto fare un grande lavoro sulle emozioni ma alla fine questo personaggio mi ha permesso di vivere un’altra vita”.

Sebbene si tratti di una storia molto drammatica, nel realizzare questo film, che gode del sostegno del sostegno della Regione Lazio, Vicari ha voluto sottrarre dal racconto ogni possibile forma di vittimismo: “Volevo che parlasse – ha detto il regista – soprattutto della vita e che esprimesse un pensiero politico attraverso la danza”. In Sole cuore amore infatti la musica, una commistione di brani jazz e di elettronica, e le coreografie di danza accompagnano la narrazione e diventano il simbolo e la sublimazione degli stati d’animo e dei momenti vissuti dai personaggi.

Per il regista anche i luoghi del film hanno un loro ritmo interno proprio, come il bar nel quale lavora Isa: “Io sono cresciuto in un bar, quello di mia madre, e ho potuto scoprire che anche un luogo ordinario come questo ha una sua cadenza. Nel film il bancone del bar è il palcoscenico di Isa”. “Il quotidiano non è affatto banale – ha aggiunto Vicari – è un continuo momento espressivo ed era questo aspetto che mi interessava mettere in evidenza”.

Vania Amitrano

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