Come fiocchi di neve

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“Malafemmina”, interpretata da Caterina Vertova in scena a Torino

fotoMalafemmina1_PEPEfotografiaBuio totale, solo una luce calda puntata sull’attrice vestita di nero, palco privo di elementi scenici, in alcuni momenti della narrazione vengono proiettate immagini evocative, ma l’attenzione è tutta su Caterina Vertova che con la sua bravura riesce ad emozionare il pubblico. Infatti questo spettacolo non ha bisogno delle classiche scenografie teatrali, basta la forza evocativa del testo di Francesco Zarzana e dell’attrice. E’ una rappresentazione costruita per far riflettere lo spettatore sulla tragicità dell’epoca in cui viviamo; è prodotto dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa, e, come è giusto, rientra in un progetto didattico per le scuole superiori. Non a caso è stato rappresentato nel week-end della festa della donna. Le protagoniste sono tutte donne che provengono da diverse parti del mondo (Marocco, Russia, Afghanistan, Iraq e zone di guerra) e che sono legate da un destino comune: tutte storie verosimili o vere (come quella della giornalista russa Politkovskaja) di MADRI, ed il fatto di esserlo le rende più FORTI ed infatti il titolo “Malafemmina” significa proprio donna dal carattere forte e PASSIONALE. Caterina crede molto in questo progetto e per questo afferma: “Essere attrice, per me, vuol dire cercare un rapporto con il sé più profondo. È necessario scavare dentro le proprie contraddizioni, per trovare il coraggio e la forza di restituire al pubblico un racconto emotivo davvero immerso nella realtà e nella responsabilità del vivere sociale. E’ un impegno importante, prima di tutto nei confronti delle nuove generazioni”. Gli argomenti trattati sono a noi conosciuti: emigrati dispersi nel Mediterraneo, violenza domestica, guerra tra ebrei e musulmani. Sono tutte donne vittime di VIOLAZIONI DEI DIRITTI CIVILI E DELLA LIBERTA’ DI PAROLA. A rendere ancora più toccante lo spettacolo, alcune proiezioni di fotografie di bambini soldato che riescono a toccare nel profondo. Come per l’Olocausto, è necessario conoscere e ricordare per non dimenticare né rimanere immobili davanti a tutto questo e combattere insieme (fino a dove si riesce) le ingiustizie. Come dice una delle donne della storia: “Un fiocco di neve da solo non riesci a toccarlo ed è quasi insignificante, ma insieme a tutti gli altri crea una valanga. Ecco noi tutti siamo come i fiocchi di neve”.

Rossana Gombetti

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