Bocciata o promossa?

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Il fenomeno mediatico la Casa di Carta è arrivato alla quarta stagione, che suscita reazioni contrastanti

Il 3 Aprile è uscita la quarta stagione della serie La Casa di Carta, diventata sin dalla prima stagione un fenomeno mediatico. Tuttavia, sul web le opinioni sono contrastanti. Chi scrive ha dunque sottoposto i propri follower a un sondaggio informale, per capire qual è la tendenza generale. Si precisa che l’analisi è stata svolta utilizzando delle semplici domande poste su un social, raccogliendo le risposte nell’arco di ventiquattro ore, senza l’impiego di mezzi professionali. Potrebbe, quindi, differire da studi più approfonditi, fatti su un pubblico più ampio in cui sono stati impiegati metodi o tecnologie professionali. Più che un’analisi, può essere definita come un esperimento.

In base alle risposte, il 63% degli utenti Instagram ha visto la quarta stagione. Il 52% di questi la promuoverebbe e il 65% dice che il livello della trama si è abbassato. Scendendo nel dettaglio, alcuni lamentano la lentezza della narrazione: bisognerà, infatti, attendere la quinta stagione per sapere l’esito dell’assalto alla Banca di Spagna. Altri si dicono delusi, poiché riconoscono di aver avuto delle aspettative troppo alte. I personaggi sembrano sopraffatti dalle relazioni amorose alle quali, ormai, si dedica ampio spazio. Infine, chi la promuove e pensa che il livello si è alzato, o rimasto quantomeno inalterato afferma di essere affezionato alla serie, altri  la trovano avvincente e mai scontata. Unanimità sulla stagione migliore che resta indubbiamente la prima.

Secondo il parere di chi scrive, forse, queste ultime otto puntate potrebbero essere “rimandate con debito” alla quinta parte. Nella terza stagione, Rio viene arrestato a causa di Tokyo, rinchiuso in una cella piccolissima e torturato in ogni modo. L’assalto alla Banca di Spagna viene attuato per liberarlo. S’intende richiamare l’attenzione mediatica e delle persone per fare luce sulle torture e, di conseguenza, fare pressione sulle autorità affinché Rio venga rilasciato. Per quanto avvincente, probabilmente questo è uno dei principali errori commessi poiché il contesto in cui si svolge quarta stagione risulta traballante. L’azione è troppo articolata e di conseguenza perde di credibilità. Al contrario, se le scelte fossero ricadute su un eventuale assalto alla prigione dove Rio era rinchiuso, sarebbe risultato tutto più lineare nonché originale, dato che una prima rapina era già stata portata a termine.

Bocciata o promossa?

Date le diverse morti nelle prime due stagioni, per la riuscita del colpo vengono inseriti nuovi personaggi, non tutti ben riusciti. Marsiglia, una delle new entry più caratterizzate, viene utilizzato come vero e proprio jolly. Tuttavia si abusa della sua versatilità quasi all’inverosimile.

I follower sembrano aver odiato i personaggi di Stoccolma e Arturo, mentre la più amata è stata Nairobi, seguita da Tokyo. Quest’ultima è di sicuro una delle figure più caratterizzate e narratrice degli eventi, tuttavia pare che solo ora le si possa affibbiare l’aggettivo di “pensante”, in quanto smette improvvisamente di agire di pancia, rendendosi utile e abbandonando il suo solito profilo di bella, dannata e imprevedibile poco adatto a colpi di tale tipo. La trama vacilla, è prevedibile e si sente la mancanza di colonne portanti come Berlino, ormai strumentalizzato per giustificare l’affidamento del comando a Palermo.

Infine, tutta la quarta stagione è costellata di messaggi riguardanti la parità di genere. Dall’inserimento di una donna transgender nella banda si passa per l’omosessualità di diversi personaggi, fino ad arrivare alla condanna di Arturo, protagonista di un abuso sessuale. Ottimo, sperando che tutti questi elementi non siano stati inseriti solo per raccogliere consensi, ma per lanciare un vero messaggio di parità e uguaglianza, di rifiuto alla violenza di genere e di abbattimento degli stereotipi.

Giorgia Gentili

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