I 43 anni del duello Nixon-Frost

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L’inchiesta del secolo nel grande film di Ron Howard

Il 22 aprile del 1977 si svolgeva una delle interviste più avvincenti della televisione americana e internazionale. Quella a Richard Nixon, 37esimo Presidente degli Stati Uniti, da parte di David Frost, finita con la grande ammissione dei peccati commessi ben tre anni prima, durante la sua ammnistrazione. A raccontarci quest’epocale episodio di giornalismo d’inchiesta è il film Frost/Nixon – Il Duello, candidato a numerosi premi Oscar tra cui miglior film, attore protagonista e sceneggiatura non originale. Diretto da Ron Haward, si è subito distinto come film completo e avvincente, nonostante racconti fatti già abbondantemente noti.

I 43 anni del duello Nixon-Frost: l’inchiesta del secolo nel grande film di Ron Howard

Record di incassi negli Stati Uniti e apprezzatissimo in Italia, si presenta come il racconto di una lotta all’ultimo sangue tra due uomini caparbi e volenterosi di mostrare il meglio dei loro volti alle telecamere. Un simpatico e coraggioso Michael Sheen interpreta David Frost. E compie quest’impresa attoriale con così grande empatia, che il vero Frost si è poi congratulato per il modo con cui i fatti sono stati narrati. Nessun aggettivo può rendere giustizia all’interpretazione di Frank Langella nei panni del presidente. Le movenze, le pause, il tono e la dizione sono le armi con cui Langella diventa Nixon per ben due ore di pellicola (per questo, consigliamo la visione in lingua originale).

Entrambi sono uomini abituati a giocare all in con la vita: gli scandali che tre anni prima avevano coinvolto la Casa Bianca, i fallimenti bellici e le dimissioni di Nixon che, sebbene pendesse su di lui l’impeachment, non ebbe mai un processo formale, avevano spinto l’America a un crollo nella fiducia nel governo. Frost, pensando di cogliere la palla al balzo, cercò prima di accattivarsi l’audience intervistando Nixon, ribaltando poi la situazione e trasformandola nell’inchiesta che tutti conosciamo.

Un film del genere potrebbe suscitare grandi riflessioni. Nello sguardo degli attori c’è più che semplice recitazione, c’è il messaggio del regista e creatore dell’opera. Ricorda per molti versi Hammamet (una delle poche pellicole italiane recenti davvero degne di nota), poiché viene rappresentata un’immagine del “politico” in quanto uomo.

Pietà! Sembra urlare lo sguardo di Nixon (come quello di Craxi in Hammamet), come se vivere con i propri errori non fosse già abbastanza doloroso. Forse, dopo aver visto Frost/NixonIl Duello si ha, per un solo istante, compassione verso coloro “ai piani alti” che detestiamo, che non accettiamo e, molto probabilmente, non comprendiamo.

Ascenzio Maria La Rocca

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