PPZ, “Orgoglio e pregiudizio” in chiave zombie

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Al cinema “Pride+Prejudice+Zombies”, la rivisitazione horror del romanzo di Jane Austen

Nell’era del ritorno dei morti viventi, con serie tv come The Walking Dead, anche uno dei classici della letteratura, una delle opere più conosciute di Jane Austen diventa prima un romanzo dalle tinte horror e poi un film.

Pride+Prejudice+Zombies è uscito nelle sale italiane lo scorso 4 febbraio diretto da Burr Steer e distribuito da M2 Pictures. Ci sono voluti oltre sei anni prima che il best seller edito da Seth Grahame-Smith nel 2009 si trasformasse in pellicola. Un’opera cinematografica indirizzata sicuramente più alle nuove generazioni che agli adulti. Quelli che hanno amato il romanzo della Austen Orgoglio e pregiudizio e apprezzato al cinema e in televisione gli adattamenti più classici con Laurence Olivier o Colin Firth.

Nel caso di PPZ sentimenti e romanticismo sono messi da parte per lasciare spazio a combattimenti contro i morti viventi che vogliono prendere d’assalto l’Inghilterra del XIX secolo e sconfiggere l’umanità. E così le protagoniste femminili, alla pari degli uomini, vanno in giro armate, nascondendo coltelli e fucili sotto le gonne.

Nel film ci sono Sam Riley (il Fosco di Maleficent) che interpreta un Mr. Darcy molto dark, un vero esperto di zombie, Lily James nei panni della brillante Elisabeth Bennet e Bella Heathcote nel ruolo della sorella Jane. Entrambe cresciute come guerriere all’arte del combattimento insieme alle sorelle più piccole. Cinque figlie addestrate a uccidere gli zombie anche durante momenti più allegri e spensierati, come un ballo. Inoltre sono presenti nel cast Jack Huston che fa Mr. Wickham (ex amico d’infanzia di Mr. Darcy), mentre Douglas Booth intepreta il ricco gentiluomo inglese Mr. Bingley.

PPZ è un film che lascerà interdetti i più grandi (se mai andranno a vederlo) e probabilmente piacerà ai giovani. Che, tra uno scontro e l’altro tra vivi e non morti alle porte di Londra, saranno attratti dall’intraprendenza dei protagonisti e si lasceranno trascinare dalla nascita di amori tra i personaggi. Anche se nella pellicola di romanticismo alla Austen ce n’è proprio poco, mentre si dà più risalto a orgoglio e pregiudizio.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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