Poltergeist, 33 anni dopo!

Poltergeist (2015)

Con l’uscita del quarto capitolo, remake del primo film originale del 1982, ripercorriamo un po’ la storia e le curiosità legate alla pellicola di Hooper e prodotta da Spielberg

poltergeistIITutto nasce da una storia di fantasmi di Spielberg che decide di dare la regia al famoso, ma un po’ in decadenza, Tobe Hooper.

Bisogna dire subito che Poltergeist deriva dal tedesco e significa “spirito che fa chiasso” legato a facoltà medianiche di una presenza umana, perlopiù adolescente, che agisce inconsciamente sull’ambiente circostante. La storia del primo episodio, quello a cui facciamo riferimento, parla proprio di spiriti, apparentemente inquieti, che iniziano a disturbare una famiglia e la loro bambina, catturandola nello schermo della televisione.

Come nei migliori horror americani, iniziando con Stephen King, il terreno su cui sorge la casa infestata era stato un cimitero indiano, sacro per i sepolti, ma maledetto per i vivi conquistatori bianchi inglesi. La vita della famiglia Freeling diventa un inferno.

Il film è costruito con gran perizia e attenzione alla suspence e al mistero, svelato un po’ per volta. Se la prima parte è molto spielberghianapoltergeist-maledizione, famigliola alle prese con un quotidiano irrazionale, la seconda parte affonda nella paura più truce come nella miglior tradizione di Hooper, soprattutto con la sequenza finale degli scheletri, veri secondo recenti rivelazioni del cast, nella piscina. Qualcuno dice che Spielberg concesse a Hooper solo una regia tecnica, ma possiamo dire, comunque, che l’accoppiata ha reso il film un classico irripetibile, anche grazie alle recitazione di Zelda Rubinstein nella parte della strana chiaroveggente e di JoBeth Williams nel ruolo della madre preoccupata.

Alcune curiosità riportano che per girare nel quartiere dove sorgeva la villa si disse agli abitanti che si faceva un film di serie B per non pagare cifre eccessive vista la presenza di Spielberg, tuttavia si concessero consulenze gratuite per arredare i cortili delle case, allora sprovvisti di giardino. Ancora, la scena della piscina, come detto, fu realizzata con ossa vere dato che costavano meno degli scheletri di plastica. JoBeth ricorda che non era tanto impaurita dagli scheletri veri, ma dal fatto di recitare in acqua con cavi elettrici nei paraggi. Spielberg, per rassicurarla, girò con lei, in acqua; sarebbero morti entrambi se fosse successo qualcosa!

Con uno sguardo più analitico, possiamo dire che Poltergeist, oltre a parlare di fenomeni inspiegabili, accettando in parte l’idea che il mondo dei vivi possa comunicare con i morti e che quindi una vita ultraterrena esista, satireggia pesantemente su un elettrodomestico che noi oggi reputiamo indispensabile e di routine, ma che all’epoca era entrato, da poco, nelle case degli americani, molte volte rapiti, proprio come Carol, dai suoi contenuti ipnotici…, ovviamente parliamo della televisione.

Nel 1986 e nel 1988 si realizzarono due seguiti, Poltergeist II – L’altra dimensione, meno spettacolare, ma con al centro sempre i disagi adolescenziali della povera Carol Anne e poi, Poltergeist III, ancora meno emozionante, tanto che fece interrompere la serie.

Tra il ’96 e il ’99 si fece una serie televisiva, che non è rimasta negli annali. Ora, gli americani ci riprovano con un remake. Vedremo!

Attenti a lasciare i vostri bambini da soli davanti alla televisione per troppo tempo… potrebbero sparire nelle maglie ipnotiche delle reti televisive!

Ramsis D. Bentivoglio

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