PIF racconta la nuova avventura dei pinguini

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La marcia dei pinguini – Il richiamo, dal 23 Febbraio al cinema

Forte del successo mondiale ottenuto con il bellissimo La marcia dei pinguini che dopo tanti premi e milioni di spettatori in tutto il mondo, si è aggiudicato l’ambita statuetta per il Miglior Documentario, Luc Jacquet ci riprova e a distanza di dieci anni torna in Antartide per filmare i suoi amici pinguini imperatori ed immortalare il loro percorso di crescita, dalla cura e protezione dell’uovo fino al richiamo dei pulcini verso l’oceano.

In principio era Fiorello, ora il compito di narrare le vicissitudini dei protagonisti pennuti spetta a Pierfrancesco Diliberto in arte PIF che, con il suo timbro inconfondibile, commenta scherzosamente alcune scene e accompagna il viaggio dei pinguini genitori che quotidianamente camminano per chilometri fino alla costa, per poi immergersi elegantemente nelle gelide acque dell’oceano in cui fanno scorta di cibo per il loro cucciolo.

La passione del regista per il pinguino imperatore si è riaccesa tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 quando, tornando dalla spedizione Antarctica, effettuata con Wild Touch, società fondata nel 2010 dallo stesso Jacquet per tutelare la natura attraverso l’emozione delle immagini e del cinema, raccontò ai produttori l’incredibile esperienza vissuta tra i suoi “amici” nel momento cruciale del richiamo dell’oceano e del primo tuffo in acqua.

la_marcia_dei_pinguini_-_il_richiamo_cuccioliCoadiuvato dall’avanzamento tecnologico, il regista ha potuto usufruire della risoluzione 4K, con cui ha realizzato immagini di una qualità strabiliante, e dei droni, grazie ai quali è riuscito ad effettuare riprese mozzafiato dei paesaggi sconfinati dell’Antartide, con il suo bianco accecante, degli iceberg di un azzurro scintillante e delle enormi colonie di pinguini in cui gli adulti si scambiano versi e danze di riconoscimento.

Ma la magia di questo secondo film sul pinguino imperatore risiede anche nelle riprese subacquee: la squadra dei sub, guidata da Laurent Ballesta, si è infatti spinta fino a 70 metri di profondità, con la temperatura dell’acqua a -1,8°: un traguardo mai raggiunto prima, che ha richiesto ore e ore di preparazione e accorgimenti ma che ha contribuito alla realizzazione di riprese entusiasmanti effettuate sotto ai ghiacciai, dove i pinguini nuotano liberi e dove la biodiversità così ricca e colorata è stata catturata in immagini davvero sorprendenti.

Profondo conoscitore dell’Antartide, in cui ha trascorso in totale più di tre anni, il regista ha voluto raccontare l’istinto primordiale che fa muovere centinaia di esemplari verso l’oceano: non sanno da che parte sia, non sanno nuotare eppure arrivano sulle coste, tentennano per circa due-tre giorni e poi, con tutta la naturalezza del caso, scivolano in acqua e nuotano veloci e felici come se lo avessero sempre fatto. Del resto, come si evince dal racconto, i pinguini imperatori sono dei veri supereroi: i maschi, nel proteggere il pulcino, possono digiunare fino a quattro mesi e le femmine fino a due. Riescono a sopravvivere nei luoghi più freddi e ostili dell’Antartide e hanno sviluppato un’incredibile arte della sopravvivenza.

Emozionante come tutti i documentari sul mondo animale, La marcia dei pinguini – Il richiamo è un vero spettacolo per gli occhi di chi guarda e uno sconfinato omaggio alla natura e a questi animali per certi versi molto simili a noi, basti pensare alla loro silhouette e all’andatura.

Sulle note di un valzer, i pinguini compiono la prima immersione, portando a termine il loro percorso di formazione: le riprese a ralenty catturano le loro movenze armoniose, le scie che i loro corpi tracciano nell’acqua, i salti che li riportano sulla terraferma. E’ una vera propria poesia in cui i fermo immagine delle distese imbiancate e le riprese notturne in cui le lande innevate sono illuminate solo dalla luna, incorniciano l’immensità del paesaggio.

La Notorius Pictures, casa di distribuzione del film, sostiene il WWF quindi non possiamo che consigliare vivamente agli amanti della natura, della stessa Terra e dei dolcissimi pinguini, e ai neofiti in primis, la visione di questo incantevole documentario.

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