Pennywise è tornato…tirato a lucido come non mai

locandina IT

Il 19 Ottobre arriva al cinema il primo, terrificante capitolo di IT

Pennywise, il pagliaccio assassino, IT: in qualsiasi modo vogliamo chiamarlo, tutti lo conosciamo, tutti abbiamo avuto modo di fare battute sul suo temibile personaggio uscito dalla penna di quel genio di Stephen King nel lontano 1986. In molti abbiamo letto l’enorme tomo e in altrettanti abbiamo visto il film per la TV che uscì nel 1990, con l’indimenticabile Tim Curry nei panni del malefico protagonista.

A distanza di 27 anni – non a caso, visto che il muta forma torna nella cittadina di Derry proprio ogni 27 anni -, il capolavoro del re del brivido riprende vita e approda sul grande schermo, tirato a lucido come non mai.

Il film di Andy Muschietti, non nuovo al genere visto che aveva già diretto l’inquietante Mama, è infatti superbo dal punto di vista tecnico, visivo e stilistico: agli ottimi effetti speciali – osservabili soprattutto nella scena del pozzo in cui fluttuano i corpi delle persone scomparse – si unisce la fotografia, che sfrutta grandiosamente il chiaroscuro per acuire la drammaticità o l’angoscia di certe sequenze. Su tutto incombe il rosso sangue del palloncino di Pennywise, vero e proprio presagio di morte: un tocco di colore che spicca sul resto delle immagini e che suggerisce l’intenzione di fare dell’impianto scenografico del film, uno degli assi nella manica.

Decisamente più cruento e più splatter rispetto al primo film – la scena di Beverly con il lavandino che vomita sangue è l’esempio più fulgido -, il nuovo IT spaventa a dovere e fa fare un paio di bei salti sulla poltrona, motivo per cui è consigliata la visione insieme a qualcuno che potete agguantare senza provare vergogna alcuna, ma presenta notevoli differenze rispetto al lavoro di Tommy Lee Wallace il che, a dirla tutta, non è per forza un male.

Nel 1990 le aspettative erano diverse, la tecnologia digitale era poco più che agli albori e il prodotto che all’epoca terrorizzò milioni di spettatori in tutto il mondo, oggi appare sbiadito e, ad essere sinceri, recitato maluccio (Tim Curry a parte).

Due epoche diverse hanno generato due film diversi, seppur basati sullo stesso romanzo: Stephen King aveva approvato la miniserie per la TV ed ha calorosamente accolto anche la nuova versione di Muschietti. Un motivo ci sarà. La vecchia versione, decisamente più didascalica, presentava fin da subito i personaggi adulti che, uno ad uno, rivivevano tramite flashback la terribile estate di ventisette anni prima, quando Pennywise aveva fatto la sua apparizione mietendo vittime e uccidendo il piccolo Georgie.

it-fotoPer l’attesissimo IT del 2017, gli sceneggiatori Chase Palmer, Gary Dauberman e Cary Fukunaga hanno invece deciso di rimanere più fedeli al testo di King, dividendo la storia in due parti ben distinte. Il primo capitolo, in uscita il 19 Ottobre, narra le vicende dei giovani protagonisti durante l’estate del 1989. Il secondo, per il quale dovremo aspettare due anni, affronterà la battaglia finale dei ragazzini ormai adulti con il muta forma che da generazioni si accanisce sugli abitanti di Derry.

La scelta dei sette giovani protagonisti è stata vincente: bravissimi tutti, nessuno escluso. Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Sophia Lillis, Jeremy Ray Taylor, Wyatt Oleff e Chosen Jacobs: alcuni si sono già cimentati con il cinema main stream, altri hanno ruoli fissi in serie tv di successo, altri ancora sono alla prima, vera avventura sul grande schermo. Insieme formano un cast eccelso.

Convincenti e perfettamente calati nei rispettivi ruoli, i ragazzini che fanno parte del club dei perdenti, suscitano una forte empatia: di contro, il loro rapporto di amicizia, che larga parte aveva avuto nel romanzo di King, qui sembra avere meno peso rispetto alle scene più terrificanti, che siano fugaci apparizioni di Pennywise nascosto in mezzo all’erba o mostri veri e propri in cui la creatura si trasforma, incarnando di volta in volta le paure dei bambini.

Dal canto suo, Bill Skarsgård, reduce da Atomica Bionda, si rivela un degno sostituto di Tim Curry ma la sua attrezzatura in fatto di denti, decisamente “maggiorati” rispetto alla mini serie Tv del 1990, rende il personaggio, solo nei momenti in cui sfodera la dentatura s’intende, quasi un mostro di serie B che con le sue numerose file di zanne aguzze ricorda i Tremors e i Critters.

Tuttavia l’attore, che per il suo villain si è ispirato a Shining, ha fatto un lavoro talmente egregio che durante le riprese della prima scena in cui appare ai ragazzi – i giovani attori ancora non lo avevano visto in costume -, li ha letteralmente terrorizzati. Lui stesso, del resto, ha fatto talmente suo il personaggio da avere incubi sia durante che dopo le riprese!

Perfettamente congegnato, con apparizioni terrificanti al momento giusto, la musica ad hoc che cresce d’intensità, sposandosi egregiamente con le immagini, e una buona dose di sangue che invade lo schermo, IT si inserisce alla perfezione nel miglior catalogo di cinema horror made in Hollywood: la parte più corposa della storia, che Steven King aveva plasmato in ben 1226 pagine, rimane però sullo sfondo per fare spazio ad un prodotto impeccabile sotto tutti i punti di vista al quale, a conti fatti, manca quel quid, quel qualcosa che dovrebbe far tornare a casa, la sera, con lo spavento negli occhi e il tremore nel corpo.

Girato tra l’Ontario e gli enormi teatri di posa dei Pinewood Studios, IT è tra i titoli più attesi dell’anno e si preannuncia come uno dei maggiori successi della stagione anche in Italia. Al momento, con oltre 630 milioni di dollari, ha battuto il record d’incassi per il genere horror.

Per chi ha letto il romanzo e visto il primo film in due puntate, qualche piccola delusione è alle porte. Per i neofiti, tenetevi ben saldi alle poltrone perché uno dei personaggi più temuti dell’immaginario collettivo sta per approdare al cinema, col suo carico di morte, sangue e paura.

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