Se la cubista ha 60 anni e una vita sconvolgente

party girl ok

Party girl, il film francese che farà discutere

Cindy Lauper cantava, qualche decennio fa, Girls just wanna have fun e questo messaggio anticonformista e provocatorio si adatta benissimo al senso di questo nuovo film francese che da noi uscirà a fine settembre, Party Girl.

Angelique è una donna di ormai sessant’anni che, dopo aver passato una vita intera in night club come spogliarellista e cubista e aver fatto ben quattro figli con uomini che non hanno lasciato alcuna traccia nella sua vita, si ritrova corteggiata da un suo cliente, un uomo buono che, inaspettatamente, le chiede di vivere con lui e di sposarlo. Questa novità la sconvolge.

Non si sente pronta, è un mondo che ha sempre rifiutato e che ora, dopo aver recuperato il rapporto con i suoi figli e soprattutto con la minore, affidata nell’infanzia ad una famiglia adottiva, vorrebbe godersi la vita come sempre ha fatto.

Le sirene di una vita normale, però, la richiamano alla realtà. Non ha mai pagato le tasse e dovrebbe cercarsi un lavoro per mantenersi. La possibilità di un matrimonio e di un marito non sono poi così male alla luce di questi fatti. Michel, il futuro sposo, è molto felice e l’asseconda in tutto, anche nella sua inattesa castità pre-matrimoniale.

La preparazione di questo evento la coinvolge completamente, ma grazie ai suoi figli supera molti momenti difficili. Non vi sveliamo il finale perché merita di essere seguito fino in fondo e forse a molti non piacerà la conclusione, non così scontata.

I film francesi degli ultimi anni puntano molto sulle relazioni affettive, matrimoniali e sessuali in generale, senza banalizzare l’argomento, senza annoiare, anzi cercando di guardare con occhio nuovo e da diverse prospettive. È difficile essere originali, questo bisogna ammetterlo, ma quello che importa, alle volte, è il modo con cui si affrontano le storie e il modo in cui i personaggi vanno incontro alla vita. Questa pellicola fresca di 2014 cerca di dare sentimento ad un mondo sempre fragile e instabile. Il matrimonio in età avanzata è un passo difficile e Angelique se ne rende conto a sue spese.

Un altro aspetto interessante è il rapporto di Angelique con i figli, verso i quali si sente un po’ in colpa per come sono andate le cose, ma dei quali rispetta le idee. Recuperare l’ultima figlia è un grosso supporto per la sua stima personale e la vera famiglia la sente con loro, per quanto Michel dica di amarla.

La vita della protagonista si trova al confine come la città in cui abita, a metà tra la cultura tedesca, un po’ più rigida (Dortmund) e quella francese, sempre romantica. Angelique si trova a dover decidere se mantenere la sua libertà, la sua indipendenza, il suo spirito libero che l’ha condotta a fare scelte anche dolorose, ma senza obblighi, oppure inquadrarsi in un mondo che ha sempre rifuggito, considerato troppo per bene per lei, tradendo, forse, il suo spirito selvaggio. Anche una donna di sessant’anni è una girl that just wanna have fun e questo lo sa bene.

La protagonista non sa scegliere, essere un’eterna bambina, ancora attaccata a braccialetti e anelli, alla spensieratezza della gioventù, vivendo tra i giovani come una giovane, oppure decidere di essere cresciuta e prendersi le proprie responsabilità.

Il film oscilla tra fantasia e schiacciante routine, senza approfondire troppo il contesto sociale in pieno cambiamento etnico, ma ruotando attorno ai personaggi per illuminarli e dar loro modo di riempire la storia.

Una buona storia senza eccessi drammatici per indagare su una vita famigliare un po’ diversa e, in qualche modo, originale.

 

Party Girl (Francia, 2014) di Marie Amachoukeli, Claire Burger e Samuel Theis

con Sonia Theis-Litzemburger

 

Ramsis D. Bentivoglio

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>