“Padri e figlie”: intimità ed emozioni nel nuovo film di Gabriele Muccino

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Dal 1 ottobre arriva in sala il nuovo film diretto da Gabriele Muccino

Emozionante, intenso, sofisticato. Un film assolutamente da vedere l’ultima opera di Gabriele Muccino, Padri e figlie, con Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Diane Kruger, Quvenzhané Wallis, Bruce Greenwood, Jane Fonda e Octavia Spencer. Un racconto che si svolge su due piani paralleli ma lontani nel tempo, nato da una bellissima sceneggiatura di Brad Desch che descrive un microcosmo di umanità ferita da abbandoni, ammalata di avidità e colma di amore, in un’unica narrazione, senza mai perdersi in una delle sue tante sotto trame.

BG_Fathers-and-Daughters-2015-movie-Still-8I due piani temporali marciano paralleli ed incrociati raccontandoci contemporaneamente l’infanzia di Katie e la sua età adulta dove Katie  è Amanda Seyfried, una delle giovani attrici più interessanti di Hollywood (presto la vedremo in “While We’re Young”, con Naomi Watts e Ben Stiller, diretto da Noah Baumbach e prodotto da Scott Rudin). Katie è una donna che non sa amare ed è catturata nell’eterna ricerca di un padre che non potrà ritrovare. Fugge dalla vita perché ha paura di viverla. Anche l’abbandono da parte di chi si ama sarebbe per lei come un nuovo lutto. E allora, dal suo punto di vista, è meglio non amare, usare gli uomini come distrazioni veloci, passarci insieme poco tempo, senza legami, senza complicazioni di alcun genere e via. Il viaggio che Katie dovrà compiere sarà proprio quello di riuscire a superare il suo istinto autodistruttivo per imparare infine ad arrendersi all’amore. “Amare è difficile – dice Muccino - è complicato, può essere doloroso e tanto. Ma siamo tutti figli. Anche quando siamo genitori, siamo comunque figli in cerca di qualcuno che ci ami e a cui dare il nostro amore. Siamo il risultato delle nostre infanzie”.

Prestigioso il cast: tre premi Oscar (Russell Crowe, Jane Fonda e Octavia Spencer) e altre due splendide attrici già candidate a loro volta agli Oscar come la fantastica bambina Lucy (Quvhanzanè Wallis) e la psicanalista di Katie, Janet McTeer. Dice Russell Crowe: “Ero sconvolto dalla lettura della sceneggiatura, suscita tante emozioni e ti colpisce a un livello molto profondo. Io non faccio un film se non sono coinvolto fino in fondo dallo script, e questa volta ho chiamato subito dopo aver finito di leggere e ho iniziato subito a connettermi al progetto”. Aaron Paul, che interpreta il ruolo di Cameron, ha detto di aver pensato subito che la sceneggiatura era “sincera, pura e autentica. Ho saputo che Amanda avrebbe interpretato il ruolo di Katie e Russell quello di suo padre e ho colto l’occasione al volo”.

“Siamo spugne viventi – dice il regista - gonfie del risultato di una programmazione involontaria che il nostro subconscio ha respirato nel nostro habitat primordiale, nella nostra famiglia, con i nostri amici e in virtù di tutto ciò che abbiamo vissuto, visto, ascoltato, durante quei nostri primi anni di vita. La nostra natura e istinto ci porta poi però anche in posti sideralmente opposti a quelli ai quali approdano i nostri fratelli e sorelle cresciute con noi nei nostri stessi ambienti familiari. E’ comunque così che diveniamo adulti, misurandoci con la proiezione di chi crediamo o desideriamo di essere e chi siamo veramente. Padri e Figlie parla fondamentalmente di crescita. Siamo, in misura non quantificabile, il risultato di ciò che abbiamo vissuto da bambini”.

Ottime le scelte del direttore della fotografia, Shane Hurlbut, nel procedere con luci calde e vivide e movimenti di macchina vivaci per cogliere l’intimità del rapporto della piccola Katie con Jake, rendendo assolutamente realistico il dolore che lei prova per la loro separazione.  Hurlbut ha portato in questo film tutta l’energia dei suoi lavori precedenti, come “Il più bel gioco della mia vita”, “Terminator Salvation” e “We are Marshall”.  Il  contrasto tra quella gioiosa intimità e la freddezza del distacco viene rispecchiato dalle musiche  composte da Paolo Buonvino (ricordate le sue note in “Caos calmo” del 2008) che sul filo delle note racconta quel rapporto d’amore tra padre e figlia che niente e nessuno potrà mai spezzare.

Anna Maria De Luca

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