Oscar, vincono DiCaprio e Morricone

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Premiato per la prima volta l’attore americano. E il compositore italiano dedica l’Oscar alla moglie Maria

Gli avrà portato bene lavorare con Alejandro González Iñárritu, che di Oscar con quello di quest’anno ne ha vinti ben quattro. Sta di fatto che (finalmente) Leonardo DiCaprio è riuscito a portarsi a casa una statuetta per l’interpretazione del cacciatore di pellicce Hugh Glass in Revenant-Redivivo durante l’88esima cerimonia di premiazione degli Academy Awards, mentre in Italia era notte fonda.

Nel suo discorso alla platea (che ha accolto la sua vittoria con una standing ovation) del Dolby Theatre di Hollywood, l’attore americano ha parlato del problema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici a cui tiene molto, tanto da aver realizzato anche un documentario al riguardo. “Non diamo per scontato questo pianeta. Io non davo per scontato questa serata” ha detto la star alla fine dei suoi ringraziamenti. Il regista messicano Iñárritu, vincitore dell’Oscar come Miglior regia, non ha invece risparmiato forti critiche a Donald Trump e alla sua politica xenofoba. Un Oscar lo ha preso anche Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia di Revenant.

Ennio Morricone ha vinto la sua prima statuetta ufficiale – in realtà ne aveva ricevuta già un’altra onoraria alla carriera nel 2007 – per le musiche di The Hateful Height, l’ultimo film di Quentin Tarantino. E, visibilmente commosso e accolto come Leo da una standing ovation, ha dedicato il premio a sua moglie Maria che lo ha accompagnato fino in America. Miglior canzone è stata, invece, Writing’s on the Wall cantata da Sam Smith in Spectre.

L’Oscar come Miglior film se lo è aggiudicato Il caso Spotlight, che ha vinto anche la statuetta come Miglior sceneggiatura originale. Pellicola d’inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa, presentata all’ultima Mostra del cinema di Venezia che ha scosso le coscienze di molti. Uno dei produttori del film ha voluto lanciare l’ennesimo appello rivolto al Vaticano e soprattutto a Papa Francesco: “E’ arrivato il momento di proteggere i bambini”.

Il Miglior film straniero è stato Il figlio di Saul, vincitore del Grand Prix Speciale della giuria allo scorso Festival di Cannes. Film ungherese diretto da László Nemes e interpretato da Géza Röhrig che ha commosso per la drammatica storia dell’ebreo Saul, membro del Sonderkommando nel campo di concentramento di Auschwitz.

Il premio come Miglior attrice protagonista è andato a Brie Larson che ha commosso per la sua interpretazione in Room e che da attrice emergente è diventata in una sola serata una vera e propria star. Un po’ quello che è accaduto alla svedese Alicia Amanda Vikander, Miglior attrice non protagonista per The Danish GirlSylvester Stallone si è fatto soffiare l’Oscar da Mark Rylance Miglior attore non protagonista per Il ponte delle spie.

Il premio per la Migliore sceneggiatura originale è andato a Il caso Spotlight, mentre quella non originale a La grande scommessa. Gli Oscar come Miglior film d’animazione e come Miglior cortometraggio animato sono stati vinti da Inside out e Bear Story. Mad Max: Fury Road si è portato a casa, infine, sei riconoscimenti, tutti tecnici – Miglior montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, costumi, trucco e acconciatura – e Ex Machina ha vinto l’Oscar per i Migliori effetti speciali. Incredibilmente è rimasto a bocca asciutta Star Wars candidato a cinque nomination.
Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.



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