“Now you see me 2″, i maghi del crimine colpiscono ancora

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Da oggi gli illusionisti tornano al cinema in un’avvincente e intricata storia diretta da Jon M. Chu

Il gioco delle tre carte: più di tutti questo trucco, tanto popolare quanto difficile da padroneggiare, può spiegare l’articolazione, divertente e complicata, di Now you see me 2- I maghi del crimine. Nel 2013 il primo film incassò più di 300 milioni di dollari in tutto il mondo, la tentazione di realizzarne un sequel era quasi inevitabile. Così a partire da oggi, 8 giugno, i quattro Cavalieri tornano sul grande schermo diretti dal regista Jon M. Chu.

Erano quattro illusionisti straordinariamente dotati che cominciarono a realizzare sotto gli occhi del pubblico impressionanti rapine ai danni delle più potenti banche del mondo. Dopo un anno di silenzio, dopo aver messo a segno il loro colpo più incredibile, i quattro maghi tornano a riunirsi di nuovo chiamati a far parte dell’organizzazione che li aveva guidati nei loro precedenti spettacolari furti: L’Occhio.

Loro sono J. Daniel Atlas (Jesse Eisenberg), Merritt McKinney (Woody Harrelson), Jack Wilder (Dave Franco) e Lula (Lizzy Caplan), nuova acquisizione dopo l’abbandono del gruppo da parte di Henley Reeves (Isla Fisher). Questa volta tornano per compiere un’impresa ancora più audace e sorprendente delle precedenti, per riabilitare il proprio nome e smascherare le trame perverse di una delle più importanti compagnie di apparecchiature tecnologiche del mondo.

L’idea era quella di replicare lo stupore suscitato dal primo film ma amplificando all’ennesima potenza l’effetto di straniamento sul pubblico. Jon M. Chu, famoso per i suoi film dall’impatto visivo sorprendente come Step up, e la produzione, di cui ha fatto parte lo stesso David Copperfield, intendevano disorientare con una trama che cambia continuamente direzione in cui il gioco delle parti, proprio come nel gioco delle tre carte appunto, viene continuamente stravolto. L’impatto immediato è sicuramente impressionante ma il risultato complessivo è, purtroppo, inevitabilmente caotico.

La colonna sonora è trascinante e le sequenze di magia, realizzate con il minor impiego possibile di effetti speciali, sono stupefacenti e rendono il contesto esaltante e coinvolgente. Eppure la storia, così esageratamente articolata e complessa, disorienta. La sensazione finale che il film lascia è simile a quella che si potrebbe avere al termine di una sorprendente attrazione di un parco: divertente e sbalorditiva, ma fine a se stessa. Il tutto è poi condito da una buona dose di semplicistica retorica antiglobalizzazione, che in un film del genere assume un sapore un po’ fastidioso.

Simpatica è la trovata associata a Daniel Radcliffe. Walter Tressler, il personaggio che l’attore inglese interpreta, figlio illegittimo del magnate Arthur Tressler (Michael Caine), confessa che da piccolo sognava di diventare un mago, ma di aver scoperto, una volta diventato adulto, un potere superiore alla magia nella conoscenza scientifica. Peccato però che il personaggio sia così finto da risultare quasi imbarazzante rispetto al vero mago Harry Potter.

Una nota di vero merito però va alla nuova entrata Lizzy Caplan, molto convincente nel ruolo di Lula, una illusionista apparentemente impacciata, scoordinata e spiritosa, che però ogni volta riesce a stupire tutti all’improvviso con i suoi trucchi di magia e il suo fascino.

Vania Amitrano

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