Matthew McConaughey a Roma per parlare di Dallas Buyers Club

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Oscar o non Oscar, questo (non) è il problema

L’attore texano, candidato all’ambita statuetta per il suo ruolo da protagonista in Dallas Buyers Club, è giunto nella Capitale per presentare il film di Jean-Marc Vallée.

Dopo l’anteprima di Lunedì 27 al cinema Barberini, Matthew McConaughey ha incontrato la stampa in una lunga e fruttuosa conferenza. Entusiasta del film e del suo lavoro, l’attore ha parlato a lungo, con passione e competenza, regalando ai giornalisti una chiacchierata di un’ora.

In Dallas Buyers Club, McConaughey è un malato di AIDS che non si arrende e dopo aver sperimentato positivamente su di sé alcuni farmaci alternativi, decide di contrabbandarli per aiutare i malati, anche gli stessi omosessuali, da lui sempre disprezzati.

Nel corso della conferenza l’attore ha parlato a lungo di Ron Woodroof, personaggio realmente esistito e da lui magistralmente interpretato, e della lunga gestazione del film: “ci sono voluti vent’anni per fare questo film. A me la sceneggiatura è arrivata cinque anni fa e ho subito pensato “devo partecipare”. Da allora abbiamo avuto difficoltà a trovare finanziamenti e fino a cinque giorni prima delle riprese, non avevamo soldi”. “Di Ron ho apprezzato soprattutto il concetto che se devi fare qualcosa, è meglio se la fai per conto tuo”.

Dallas Buyers Club ha spaventato a lungo i produttori: “Abbiamo avuto 137 rifiuti: del resto, se dici a un produttore che si tratta di un film d’epoca, che il protagonista è un eroe omofobo e che il film è un dramma sull’HIV, lui penserà che non riavrà mai indietro i suoi soldi!”

Alla domanda circa la portentosa perdita di peso (23 kg), Matthew risponde con grande naturalezza: “E’ stato impegnativo; dopo aver consultato un medico ed aver programmato quattro mesi per perdere peso, non sono più uscito, ho evitato feste e incontri nei ristoranti e mi bastavano tre/quattro ore di sonno a notte. E quanto più perdevo energia e potenza dal collo in giù, tanto più la guadagnavo dal collo in su. Esattamente quello che succedeva a Ron”.

A un passo dall’Oscar, Matthew parla anche del suo cambio di rotta: la sua carriera infatti, fatta di commedie di successo – in primis Prima o poi mi sposo e Come farsi lasciare in dieci giorni – ha subito un arresto in corrispondenza della nascita del primo figlio, per poi riprendere con più grinta che mai e con ruoli inconsueti e di nicchia. “Circa quattro anni fa ero soddisfatto della mia vita ma sentivo che volevo qualcosa di più. Volevo un ruolo che mi spaventasse, che mi proponesse una sfida. Del resto un uomo a 40 anni ha nuove idee e nuove aspettative ed io stesso sono stato ripensato in una nuova veste”.

Talmente entusiasta del film, Matthew McConaughey lo ha elogiato con le seguenti parole: “E’ costato meno di cinque milioni ed è stato girato in poco tempo (25 giorni n.d.r.). Non mi stancherò mai di parlarne”.

Anche perché questo piccolo, grande film, gli è valso il Golden Globe e la candidatura all’Oscar. Ma nonostante il momento di gloria, si gode il momento: “Vado in giro per il mondo a parlare del film, non vivo l’arrivo della notte degli Oscar con ansia né aspettativa”.

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