Maledetto Modigliani, quando l’arte incontra la celluloide

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Il 30 marzo e il primo aprile il docufilm al cinema

Amedeo Clemente Modigliani, meglio noto con i soprannomi di Modì e Dedo, nasce a Livorno il 12 luglio 1884. Vive una vita tormentata: tombeur de femmes, alcolista, artista maledetto. In realtà è un uomo che maschera una malattia, che si aggrappa alla vita e alla propria arte. Nonostante sia uno degli artisti più copiati, e abbia uno stile inconfondibile, ritraendo donne con il collo allungato, e dipingendo gli occhi solo di coloro di cui conosceva l’anima, morirà povero e non riconosciuto. Solo in seguito il suo talento verrà apprezzato e valorizzato.

In occasione delle celebrazioni a 100 anni dalla morte di Modigliani, arriva al cinema solo il 30 e 31 marzo e l’1 aprile Maledetto Modigliani, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital. Nel docufilm, l’artista maledetto viene raccontato attraverso il punto di vista della sua compagna, Jeanne Hébuterne, che si suicidò due giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta all’Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920, a causa di una meningite tubercolare. Al nono mese di gravidanza, e nonostante avessero già una bambina di appena un anno, la donna scelse di raggiungere il suo amato lanciandosi dalla finestra. “Compagna devota fino all’estremo sacrifizio”, recita l’epitaffio.

Il docufilm trae ispirazione anche dalla mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution” curata da Marc Restellini che aprirà all’Albertina di Vienna nel settembre del 2020. Il docufilm percorre le tracce dell’artista nei suoi luoghi più tipici: le strade, le piazze, il quartiere livornese della Venezia Nuova, la sinagoga, il mercato centrale, le montagne vicine e la campagna in cui aveva imparato il mestiere di pittore coi macchiaioli e dove trova poi materia per le sue statue, l’arenaria e il marmo. Il documentario dedicato a Modigliani, l’artista più bohémien del secolo scorso, vedrà gli interventi di Marc Restellini, Paolo Virzì, Simone Lenzi, Gérard Netter, Antonio Marras, Laura Dinelli, Emilia Philippot, Jacqueline Munck, Klaus Albrecht Schröder.

Katia Tosto

 

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