Loro 1, frivolezze e aspetti deleteri dell’epoca di Silvio B.

loro-1-recensione-nel-mondo-delle-persone-che-contano-recensione-v6-38457-1280x16

Debutta al cinema il primo capitolo firmato da Sorrentino

Loro 1 racchiude in sé tutti gli aspetti frivoli, mondani e deleteri del periodo berlusconiano degli ultimi dodici anni, analizzando il circo di vallette, pseudo-vip, politici da strapazzo, arrivisti, drogati e corrotti che ha ruotato attorno, anche senza il Suo permesso, al leader del centro-destra.

Negli anni in cui Lui, come viene nominato nel film quasi fosse l’Innominato de I promessi Sposi, tentava di recuperare il governo detenuto da Prodi e, soprattutto, il suo rapporto con Veronica Lario, sua sposa da 26 anni, si era creato un nugolo di accattoni “mignottari” di ogni risma sia politica sia sociale che volevano sfruttare il suo nome e il suo potere per assaporare la bella vita da Costa Smeralda senza averne il diritto o la qualità. Si era sparsa l’idea che entrare nel giro giusto, ma forse questa idea non è mai svanita del tutto neppure oggi, potesse far cambiare la propria vita in meglio. Personaggi ridicoli, insulsi, senza un vero ruolo sociale attendevano la benedizione del “papi” per ottenere soldi, felicità e un “posto al sole” nel panorama della “gente che conta”. C’era l’idea, quindi, che si potesse fare carriera anche senza fatica, nonostante il mantra di Lui fosse che si era fatto da solo e che tutto quello che aveva se lo era sudato e guadagnato.

Il film è diviso in due parti che si ricollegano nelle battute finali dopo aver descritto, molto dettagliatamente, i tentativi del fu Tarantini di procurare un certo numero di “modelle” al presidente ed entrare nelle sue grazie. Giustamente Sorrentino, per poter parlare di certe cose scomode e ancora sotto giudizio penale, ha dovuto anteporre al film un preambolo dove si giustifica l’uso di eventi reali, con personaggi reali per raccontare un periodo storico italiano ancora nell’ombra e non del tutto chiaro. Nei giorni precedenti al film avvocati ed esperti politici hanno cercato pregi o difetti della storia per avere spunti penali o polemici al fine di screditare il “fu” Cavaliere. Nella seconda parte del film, infatti, Berlusconi è il protagonista nella sua villa sarda tra provini per calciatori del Milan, feste private, litigate con Veronica e tentativi di fuga a Roma per divertirsi. Sorrentino, però, molto astutamente, ha voluto scrivere un film sul “corteo circense” che gli ruotava attorno e non su di Lui. Il film, infatti, si chiama Loro proprio per questo. Chi volesse cercare punti polemici su Silvio non troverebbe niente che non sia già stato detto sui rotocalchi o sulle tv.

loro1Loro 1 è una pellicola deprimente su un periodo dell’Italia poco edificante.

Berlusconi, forse, ne è stato l’apripista, ma certamente non l’unico protagonista. L’Italia è diventata quella che conosciamo anche e soprattutto grazie a gente mediocre e disonesta che pensava di essere più furba del “padrone”.

Se la prima parte analizza il risvolto sociale di quel mondo, la seconda analizza pregi e difetti, non del tutto immaginari, del Cavaliere. Con sottile ironia e audacia narrativa Sorrentino evidenzia il carattere egocentrico e assolutista di Lui mettendolo a confronto con parenti, calciatori e amici/avversari dove Silvio risulta sempre al centro dell’attenzione e dove non sbaglia mai. Solo Veronica, dal lato sentimentale, gli riesce a tenere testa, anche se per poco e con scarsi risultati. Veronica, in poche parole, gli rimproverava di non rispettare la sua dignità di moglie.

Berlusconi, sintetizzando, sembra un bambino iperattivo che deve fuggire dalla mamma/moglie per divertirsi, che vuole solo giochi costosi e che non accetta di perdere. In poche parole, un uomo che non vuole invecchiare e non accetta di sbagliare.

Loro 1 è tutto questo e tanto altro che solo lo spettatore attento e intellettualmente onesto potrà verificare con il proprio senso critico, aspettando, naturalmente, Loro 2 a maggio dove, crediamo, si approfondirà la separazione dolorosa con Veronica e il declino del suo potere politico dopo la disfatta del 2011.

Sorrentino si dimostra ancora una volta un sagace osservatore della realtà contemporanea e recente che sfrutta per orchestrare un perfetto quadro sociale nel quale inserire le sue manie e perversioni artistiche senza eccedere o perdersi in inutili fronzoli. Sorrentino, che piaccia o no, è una delle voci cinematografiche più autorevoli dell’Italia odierna.

Servillo, infine, è l’abile esecutore, mai eccessivo, del Divo Silvio. Forse non è il suo interprete naturale per l’eccessiva altezza, ma sicuramente è adatto per il carisma e per l’unione artistica che lo avvicina a Paolo sin dai primi film ormai 17 anni fa.

Aspettiamo trepidanti la seconda parte.

 

Buona visione.

 

Voto 4/5

 

Ramsis D. Bentivoglio

L'Araldo dello Spettacolo sbarca online con interviste e materiale in esclusiva su Cinema, Arte, Danza, Musica, Teatro e Libri!



Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>