L’amore senza limiti di Giuseppe Tornatore

La corrispondenza

Il regista presenta a Roma, insieme a Jeremy Irons e Olga Kurylenko, il nuovo film La corrispondenza

Nel giorno in cui l’Italia festeggia il terzo Golden Globe di Ennio Morricone - Migliore colonna sonora per The Hateful Eight di Quentin Tarantino - il mondo intero piange la morte di David Bowie. Notizie che hanno toccato, in un modo e nell’altro, Giuseppe Tornatore e Jeremy Irons presenti a Roma, insieme a Olga Kurylenko, per l’anteprima del film La corrispondenza.

Nell’ultima pellicola scritta e diretta dal regista siciliano, Irons interpreta il professore di astrofisica Ed Phoerum, innamorato della giovane studentessa Amy (Kurylenko), che lavora come controfigura in film d’azione pieni di situazioni di pericolo. La loro relazione clandestina (lui vive con moglie e figli a Edimburgo) va avanti ormai da anni. Fino a quando, improvvisamente, dopo un ultimo incontro, lui non la chiama più, continuando però a inviarle email, video e lettere. La loro storia d’amore prosegue così virtualmente, attraverso la corrispondenza che i due si scambiano.

Prodotto da Arturo Paglia e Isabella Cocuzza, insieme a Rai Cinema, e costato 10 milioni di euro, il film è stato girato tra l’Inghilterra, Edimburgo e l’Italia – le scene ambientate a Borgoventoso sono state girate in realtà sull’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, nel Novarese – e sarà distribuito in 400 copie da giovedì 14 gennaio.

Per Tornatore si tratta del terzo film in inglese, dopo La leggenda del pianista sull’oceano e La migliore offerta. “E’ più complesso lavorare con una lingua che non è la tua – spiega il regista a un ristretto gruppo di giornalisti in una delle sale dell’hotel St. Regis, a pochi passi da piazza della Repubblica – Con i produttori abbiamo deciso di farlo in inglese, ma questa storia avrebbe funzionato anche in Italia. Mentre La migliore offerta no. Il battitore d’aste da noi sarebbe sembrato semplicemente un mariolo di quadri”.

Tornatore ha scritto il soggetto anni fa, ma ha aspettato il momento giusto per renderlo più realistico. “Mi ha sempre attratto la tecnologia, in grado di avvicinare i rapporti ma anche toglierli. Sono sicuro che un giorno basterà prendere una pillola e chiudere gli occhi per vedere un film. Mi sono anche dovuto documentare molto per questo film. Ho parlato con alcuni astrofisici e ho studiato per rendere questa storia credibile, nonostante sia triste. In fondo Cesare Pavese diceva: Gli amori felici sono rari perché non destano la curiosità degli scrittori”.

Anche la colonna sonora de La corrispondenza è stata scritta da Ennio Morricone, che vinse il suo secondo Golden Globe nel 2000 con il film di Tornatore La leggenda del pianista sull’oceano. Un sodalizio lungo quasi trent’anni. “L’ho chiamato all’alba, perché so che si sveglia presto, per congratularmi del premio – racconta Tornatore – Sono felice che Tarantino lo abbia paragonato a Mozart e Beethoven. E’ incredibile che un uomo di 87 anni fa quello che fa lui in quel modo. Ancora ha voglia di sperimentare, tanto è il suo amore per la musica”. Il cineasta sta preparando ormai da qualche mese un documentario su di lui che sarà ultimato nel giro di un paio di anni.

Jeremy Irons torna a lavorare con un regista italiano, dopo Bertolucci e Zeffirelli, e sul film confessa: “Ho cercato di creare un feeling molto rapidamente con il personaggio di Amy. Anche se il nostro era un rapporto a distanza. Io amo la comunicazione faccia a faccia. E’ importante parlarsi negli occhi. Mentre sono spaventato dalle nuove generazioni che spendono tutto il tempo con questa comunicazione tecnologica”. Jeremy Irons

L’attore britannico ha gli occhi lucidi mentre ricorda David Bowie, conosciuto qualche anno prima durante un pranzo a New York. “Era eccezionale, anche se complicato. E’ stato in grado di creare una grande arte e tanti personaggi diversi. Sono tremendamente triste per la sua morte. Non vedo l’ora di ascoltare il suo ultimo album, non avendo avuto modo di farlo prima. Ho lavorato in passato anche con sua moglie e una volta mi disse, dopo numerosi tentativi di andare a cena fuori insieme: ‘Domani a vado a Los Angeles a cercare marito’. E ha trovato Bowie”.

Nella sua carriera, Irons ha alternato blockbusters a film più di nicchia. “Devi lavorare in due direzioni diverse. Da una parte c’è la scatola artistica dove far crescere la tua arte, dall’altra il business dove la gente ti riconosce. In India si ricordano ancora del mio Die Hard, un ruolo che risale ormai a molti anni fa”.

Olga Kurylenko ha preso parte al film, rimanendo particolarmente coinvolta dalla sceneggiatura. “E’ una bellissima storia d’amore, anche se complicata e triste – spiega l’attrice ucraina alla stampa in uno splendido vestito fiorato – Ho avuto la fortuna di lavorare con Jeremy Irons che è uno dei miei attori preferiti e con Giuseppe Tornatore, un regista che sa dare alle figure femminili dei suoi film una dimensione molto interessante, come Malena. E’ molto preciso nel suo lavoro, ogni parola doveva essere pronunciata come l’aveva scritta lui. Ma anche molto intuitivo, basandosi sull’istinto. Il cinema europeo mi interessa molto e spero di continuare a farlo”.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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