L’altra Heimat – Cronaca di un sogno: l’antefatto

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Direttamente dalla 70 mostra del Cinema di Venezia arriva L’altra Heimat-Cronaca di un sogno

Presentato fuori concorso alla 70ª mostra del Cinema di Venezia, il film di Edgar Reitz arriva nelle sale italiane esclusivamente il 30 marzo e il 1 aprile distribuito da Nexo Digital, Ripley’s Film e Viggo.

L’altra Heimat-Cronaca di un sogno (1842-44) è l’antefatto della trilogia Heimat, un lavoro che ha visto il regista tedesco impegnato per circa trent’anni, raggiungendo la durata complessiva di circa 59 ore. Heimat (“patria” in tedesco), è un progetto che si poneva come obiettivo quello di ricostruire la storia del Novecento tedesco. La trilogia inizia con Heimat (1919-1982) distribuito al cinema in quattro parti e trasmesso in tv in undici episodi. Segue Heimat 2 – Cronaca di una giovinezza (1960-1970), trasmesso in tv in 13 episodi e si conclude con Heimat 3 – Cronaca di una svolta epocale (1989-2000) trasmesso in tv in sei episodi.

E nel 2015 l’arrivo in sala di Heimat – Cronaca di un sogno. La storia è quella della famiglia Simon. Johann, il padre, fabbro; Margret, la madre; Lena, la figlia maggiore; Gustav e Jakob, i figli; Jettchen e Florinchen le loro future mogli. Gli scherzi del destino rischiano di distruggere questa famiglia, ma questa è una storia di coraggio e di fiducia nel futuro. Decine di migliaia di tedeschi, schiacciati da carestie, povertà e dall’autoritarismo dei governi, emigrano in America del Sud. “Una sorte migliore della morte si può trovare ovunque”. Jakob Simon, il figlio più piccolo, legge tutti i libri che riesce a procurarsi, studia le lingue degli indiani dell’Amazzonia. Sogna un mondo migliore, pieno di avventure, di cambiamento e di libertà. Decide di emigrare. Il ritorno di suo fratello Gustav dal servizio militare prestato nell’esercito prussiano scatena una serie di eventi che mettono a dura prova l’amore di Jakob e sconvolgono la sua esistenza.

Reitz affronta il tema dell’emigrazione tedesca in tutte le sue sfaccettature, dirigendo tutte le sue attenzioni sul protagonista Jacob Simon, un giovane contadino dell’Hunsrück che legge libri e si crea il proprio universo di sapere e di sogni. “La prima stesura aveva come titolo IL PARADISO IN TESTA – dichiara il regista – In questo modo non volevo solo alludere ai sogni di Jakob, ma anche a quelle rappresentazioni di un mondo migliore che la lettura dei romanzi di avventura fa nascere nella sua mente”.

Il film sceneggiato dallo stesso Reitz ha avuto una gestazione lunga ed elaborata e il risultato è il monumentale affresco sull’emigrazione tedesca vista con gli occhi del cineasta tedesco e girato nel formato CinemaScope, in B/N e in parte a colori. Nel cast: Jan Dieter Schneider, Antonia Bill, Maximilian Scheidt, Marita Breuer con la partecipazione straordinaria di Werner Herzog nel ruolo di Humboldt.

Oggi in Germania abbiamo molta difficoltà ad immaginare cosa significhi davvero “emigrazione”, – afferma Reitz – perché conosciamo solo l’altro lato del problema: siamo diventati noi stessi un paese di immigrazione (…). È possibile che una storia che descrive il modo in cui la gente lasciava la propria patria non contribuisca a capire meglio gli immigranti di oggi? Che cosa significava un addio allora? Per quanto tempo le persone si portavano addosso, nelle loro nuove case, il dolore di questa partenza?

 

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