Lady Macbeth: l’ambiguità vittoriana nel noir di Oldroyd

lady_macbeth

Intenso ed emozionante: ecco Lady Macbeth, il noir portato in scena dal regista del teatro inglese William Oldroyd

L’ambiguità vittoriana è al centro del noir Lady Macbeth, sorprendente esordio dietro la cinepresa di William Oldroyd, uno dei maggiori registi del teatro inglese. Un film ben fatto che narra senza cedimenti la violenza del patriarcato ed il dramma della violenta ambiguità morale. L’idea di partenza è stata della sceneggiatrice, Alice Birch: ha letto il racconto di Nikolaj Leskov “Lady Macbeth del Distretto di Mcensk”, scritto in Russia nel 1865, ed ha pensato che alcuni temi chiave come la sottomissione delle donne nella società, la vita nelle comunità rurali, una relazione illecita e passionale sarebbero stati perfetti per un adattamento cinematografico (l’originale è famoso per essere già stato adattato da Šostakovič in un’opera del 1934, poi bandita  da Stalin).

Bellissima la fotografia di Ari Wegner che ha attinto più alla pittura scandinava che a quella inglese, nel tentativo di  aggiungere al film una luce del nord, più fredda e intensa al tempo stesso.

Notevole l’interpretazione di Florence Pugh nei panni di Katherine, diciassettenne costretta ad un matrimonio senza amore con un uomo più grande. “Crinoline e corsetti - commenta il regista – sono dei simboli potenti che la intrappolano fisicamente e mentalmente, un look austero che esprime il carattere conservatore di quel mondo”.  Katherine si ritrova infatti a vivere nella casa del marito e del suocero: due uomini che hanno costruito la loro fortuna con la rivoluzione industriale e che non hanno avuto nessun contatto con la bellezza. Location del film è la zona di Durham e della contea di Northumberland, nell’Inghilterra del nordest, ai confini con la Scozia: una delle zone con minore densità abitativa di tutta la Gran Bretagna, perfetta per riflettere e amplificare l’isolamento di Katherine (sono luoghi che il regista conosce bene dato che ha studiato proprio all’Università di Durham).

Soffocata dalle rigide norme sociali dell’epoca, Katherine  inizia una relazione clandestina con Sebastian (Cosmo Jarvis), un giovane stalliere alle dipendenze del marito, che le suscita un’ossessione amorosa talmente forte da spingerla ad uccidere. “Nella letteratura di quel tempo, – afferma Oldroyd – donne come Katherine di solito soffrono in silenzio, nascondono i loro sentimenti o si tolgono la vita. Ma in questa vicenda abbiamo una giovane protagonista che combatte per la sua indipendenza e decide il proprio destino, anche attraverso la violenza. Accanto a Katherine, Naomi Ackie nei panni della cameriera Anna.  Esce in Italia il 15 giugno.

Anna Maria De Luca

L'Araldo dello Spettacolo sbarca online con interviste e materiale in esclusiva su Cinema, Arte, Danza, Musica, Teatro e Libri!



Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>