La Grande Guerra…in film

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Il cinema racconta i cento anni della Prima Guerra Mondiale

Come sempre il cinema ha affrontato e affronta tutti i temi socio-politici che attraversano i decenni e i secoli, infiltrandosi tra le trame della storia, cercando avvenimenti rimasti nascosti, edulcorando per alleviare temi dolorosi o inserendo il “dito nella piaga” per denunciare e far conoscere vicende rimaste silenti per decenni, per pudore o, soprattutto, per vergogna.Stormningen_av_vinterpalatset

È il caso della Prima Guerra Mondiale. Molti i film che hanno seguito il lungo conflitto ’14-’18, ma prima di guardare cosa hanno mostrato e realizzato, vediamo le ragioni che hanno portato alla belligeranza mondiale, di tutti contro tutti.

L’Europa di inizio novecento come entità Unita non esisteva ancora e ogni nazione si arrogava diritti di supremazia territoriale ed economica. C’era ancora l’Impero Austro-Ungarico e la Russia era ancora zarista. La zona balcanica e del nord-est italiano avevano nel proprio stomaco sacche di resistenza irredentiste e nazionaliste, spingendo con tutti i mezzi, anche con atti terroristici, verso un futuro indipendente e autonomo. Uno dei motivi che spinsero un’irriducibile slavo ad assassinare il principe ereditario Francesco Ferdinando a Sarajevo fu proprio la morsa coloniale e soffocante dell’Austria sulla zona balcanica. La Serbia ricevette immediatamente un ultimatum dall’Austria, nettamente rifiutato. Il 28 luglio del ’14 iniziò il conflitto.

Due i fronti. Austria e Germania a difendere il proprio diritto all’espansione e alla repressione di qualsiasi rivolta interna al proprio dominio, dall’altra Francia, sostenuta dall’Inghilterra e dalla Russia in difesa della Serbia. L’Italia, per risolvere il problema del Trentino e di Trieste, soprattutto, si alleò con la Triplice Intesa solo il 26 aprile ’15. Tutto il mondo conosciuto era in conflitto in quella che sarà ricordata come Guerra di Trincea.

Passiamo ai film realizzati a distanza di anni sulla tragedia di quell’epoca.

La Grande Guerra, 1959, di Monicelli, con Sordi e Gassman è un brillante e onesto affresco delle reali vicende sul primo conflitto europeo e mondiale. Considerato come uno dei “100 film da salvare e che hanno cambiato la memoria collettiva del paese”, racconta di due soldati reticenti e paurosi, uno romano e uno milanese, che vogliono a tutti i costi evitare la guerra o, tutt’al più, rimanere vivi. Considerati poco valorosi diventano messaggeri, ma catturati in territorio austriaco, nei pressi del Piave, prima accolgono la richiesta di fare le spie contro i propri compagni, ma quando vengono sbeffeggiati come “mangia fegato alla veneziana”, un orgoglio mai sentito prima, porta loro alla morte pur di non tradire la patria. La loro morte, tragica, non sarà inutile, ma nessuno saprà del loro valore. Un film che ha ribaltato la figura del soldato italiano durante quella sanguinosa e inutile guerra, come da propaganda fascista, per dare valore ad un esercito impaurito come tutti gli altri in campo.Uomini_contro_-_Volonté

Rimaniamo in territorio italiano con Uomini contro, del 1970, di Francesco Rosi con Gian Maria Volonté. A differenza di quello di Monicelli, Rosi affronta il conflitto di trincea con spirito critico e disilluso, ricevendo, all’uscita del film, denunce e censure anche dal capo di Stato maggiore De Lorenzo. Fu considerato anti patriottico. Sull’Altopiano dei Sette Comuni tra il ’16 e il ’17 si svolge la tragica vicenda del generale Leone, esaltato guerrafondaio con velleità da grande condottiero che considera l’inutile sacrificio dei suoi soldati come un ottimo metodo per sconfiggere il nemico austriaco. A chi diserta viene applicata la pena di morte seduta stante. Due tenenti, Ottolenghi, Volonté, e Sassu cercano in tutti i modi di contrastare le pazzie del loro generale, sacrificandosi in prima persona non prima di averlo ucciso per la dignità dell’esercito a cui appartengono. Una pellicola che diede ingiustamente scandalo per la crudeltà e per la denuncia chiara ed esplicita contro l’assurdità della guerra.

Tratto liberamente da un romanzo di Emilio Lussu, Un Anno sull’Altopiano.

Un altro importante film, anche questo di critica e denuncia, è All’ovest niente di nuovo, ambientato tra le linee francesi e tedesche, immersi nel fango delle trincee, nel 1916. Un esaltato professore tedesco loda la guerra e i suoi ideali, incitando i suoi studenti ad arruolarsi volontari nell’esercito, considerando quello l’unico modo per rendere onore alla patria in guerra. Alcuni lo ascoltano, ma quando arrivano sul fronte e sperimentano la vita grama e vedono la morte in faccia cambiano idea, alcuni impazzendo, altri rivoltandosi contro quel massacro, ma tutti inevitabilmente abbracciano la morte. Tratto dal romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque, Lewis Milestone ne ha fatto un film crudo e senza fronzoli, diventando un cult per quel periodo, siamo nel ’30, e vincendo tre Oscar. Una pietra miliare dell’antimilitarismo.

Un film più recente è Gli anni spezzati di Peter Weir del 1981 con Mel Gibson. Siamo a Gallipoli e una squadra di ragazzi neozelandesi e australiani, facenti parte del Commonwealth, contribuisce alla guerra nei Dardanelli a sostegno degli inglesi. Due ragazzi che sognano le olimpiadi si ritrovano in territorio di guerra contro i Turchi tra il ’15 e il ’16, ma una cattiva gestione delle truppe da parte degli inglesi, compromette tutta l’operazione e fa una strage.

Questo film creò scandalo perché assegnò una notevole colpa all’imprecisione inglese, anche se i fatti, per molti storici, andarono un po’ diversamente. Film commovente e di notevole impatto, con un Gibson impegnato e serio.

La-grande-illusioneFamoso è La grande Illusione, 1937, di Jean Renoir candidato all’Oscar nel 1939. Ambientato tra il ’15 e il ’18 in territorio tedesco, racconta i numerosi tentativi di evasione e conseguenti catture e trasferimenti di due soldati francesi fino alla conquista, tanto agognata, della libertà oltre il confine svizzero. Il film del francese Renoir, figlio del famoso pittore, è un testo potente di cosa sia la prigionia di guerra e di come lo spirito umano non perda mai la speranza di sopravvivere agli orrori della vita e della guerra, in questo caso.

Da citare è sicuramente Ali del 1927 dell’americano Wellmann. Un aviatore uccide per sbaglio, sul fronte tedesco, un suo compagno, ma rivale in amore. La storia è abbastanza semplice e la guerra tra aviatori sembra un pretesto per raccontare una storia d’amore in periodo di crisi mondiale. Da segnalare sicuramente per due fatti. Il primo è che la pellicola fu girata muta e sonorizzata in post-produzione, ma sicuramente il fatto più curioso è che fu il primo film della storia a vincere l’Oscar come migliore film nel 1929.

Concludiamo con il film moderno, del 2011, War Horse di Steven Spielberg. Un ragazzo perde il suo cavallo per aiutare l’esercito inglese durante la guerra contro i tedeschi. Il militare a cui è stato venduto il cavallo promette che farà di tutto per restituirglielo, ma il ragazzo decide di arruolarsi e combatte per ritrovare l’animale. Al termine del conflitto, con una riunione commovente, l’animale e il ragazzo si ritrovano, entrambi salvi dallo stillicidio di sangue appena passato.

Passiamo ai film prodotti e girati durante la guerra, inevitabilmente propagandistici e non sempre obiettivi.

Maciste alpino è un film del 1916 di Borgnetto e Maggi dove il personaggio di Maciste, creato da D’Annunzio, si trova nel bel mezzo del conflitto mondiale, al quale sopravvive grazie alla sua nota forza fisica. Non si tratta di un vero film di propaganda, bensì patriottico.

Mariute, è un film di 27′ dove si racconta di Francesca Bertini, nota diva dell’epoca, che, vivendo nel lusso a Roma, nonostante la guerra, e venendo a conoscenza della condizione della donna in Friuli, vittima di soprusi da parte degli austriaci, decida di fare qualcosa per sostenere la causa. In un sogno diventa Mariute, madre di tre figli, violentata da tre soldati. Un film propagandistico ma di denuncia sociale. Voluto fortemente dalla Bertini che interpreta se stessa. Di Eduardo Bencivenga.

Ottobre, è il famoso film russo del ’27 di Ejzenstejn sulla famosa rivoluzione d’ottobre che decapitò lo zar Nicola II, instaurando il comunismo con Lenin. Un film nettamente patriottico e propagandistico, contro il capitalismo e a favore di un’uguaglianza sociale. Gli attori interpretano se stessi, una massa enorme di contadini e lavoratori russi. Criticato per il troppo estetismo e lo sperimentalismo. Gli oppositori di Stalin, il quale era quasi arrivato al potere, vennero cancellati dalle riprese.

L’affondamento del Lusitania, è un corto di 12′ animato di produzione statunitense, che racconta di come un razzo sparato da un sommergibile U-bot tedesco affondò la nave passeggeri americana Lusitania, uccidendo quasi duemila persone il 7 maggio 1915. Primo segnale americano di un crescente sentimento anti-tedesco.

La grande parata, è un film del ’25 di King Vidor di ben 143′ e di enorme successo al suo apparire. 1917. Gli Apperson sono una grande famiglia patriottica americana. Il padre possiede una fabbrica e ha due figli che sono molto diversi tra loro. James è uno scansafatiche, mentre Harry è un grande lavoratore. Alla dichiarazione di guerra, James si arruola come volontario anticipando la volontà del padre. Giunto in Francia si innamora di una bella ragazza. Grande epica americana sulla guerra.

Cuori del mondo, è un film muto del 1918 di David Griffith, il creatore del moderno cinema, di origine americana. Commissionato dalla Gran Bretagna mette in evidenza come un villaggio francese, sorpreso dall’atrocità della guerra e dall’invasione tedesca, potesse difendersi, anche macchiandosi di orribili delitti, pur di sopravvivere. Grande pathos e capacità di inscenare il dolore degli invasi.filmquattrocavalieri

I quattro cavalieri dell’apocalisse, è un film muto del ’21 di Rex Ingram con Rodolfo Valentino, che diventò famoso nel mondo. Un latifondista argentino dà in sposa le sue figlie ad un francese, amante dell’arte e ad un tedesco severo e militarista. Entrambi si trasferiscono in Europa, uno in Francia e l’altro in Germania. Allo scoppio della guerra, i due cognati si troveranno una notte, nemici e in terra di nessuno, e dopo qualche esitazione, verranno annientati da un solo colpo di cannone.

Da segnalare Fango e Gloria di Tiberi, che esce proprio questa settimana, il 16 ottobre, un docu-fiction che fa rivivere i momenti di guerra con immagini cinematografiche e di repertorio, tratte dagli immensi archivi dell’Istituto Luce. Un grande interesse storico e della memoria per ricordare e tramandare l’inutilità della guerra a coloro che non l’hanno vissuta.

Terminiamo con una notizia relativa al centenario dello scoppio della Guerra, 1914-2014.

A Milano – fino al 6 febbraio nelle sale del Museo Interattivo del Cinema – è installata una rassegna di film d’epoca per raccontare la Grande Guerra, mentre è già online la piattaforma editoriale grandeguerra100.it che offre una mappa interattiva del Fronte.

Ramsis D. Bentivoglio

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