La Crescentini ‘vede’ il lockdown: “Dobbiamo fermarci”

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L’attrice: “Mi si spezza il cuore, ma quando leggo che le terapie intensive si riempiono penso che non c’è alternativa”

“Sono terribilmente triste perché se penso a una cena con gli amici, se penso alla mia famiglia e, per quanto speri che non andrà così, ad un Natale distanziato, mi si spezza il cuore. Però allo stesso tempo tutti i giorni leggo i giornali, e quello che leggo mi spaventa moltissimo. E quando vedo che le terapie intensive si stanno riempiendo e che se tu fai un incidente in motorino non ti possono aiutare, allora io penso che ci dobbiamo fermare”.

La Crescentini ‘vede’ il lockdown: “Dobbiamo fermarci. Mi si spezza il cuore, ma quando leggo che le terapie intensive si riempiono penso che non c’è alternativa”

A dirlo, mentre il fronte del cinema si schiera compatto contro l’ultimo Dpcm del governo Conte, è Carolina Crescentini che, in un’intervista concessa a Ilaria Floris dell’Adnkronos, tocca la questione pandemia e il possibile ulteriore lockdown che potrebbe arrivare. ”Sono terrorizzata, perché sono abbastanza convinta che succederà di tutto, e che comporterà molti problemi. – spiega l’attrice – Non credo sia imminente, ma siamo su quella strada”. La Crescentini, sentita in occasione del progetto ‘Beyond Passion’ – una collaborazione fra Campari e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano in cui sei registi emergenti hanno sviluppato delle storie sul tema della passione - parla anche della non rosea situazione del mondo dello spettacolo.

“E’ un momento molto difficile. Sono spaventata per il presente, non per il futuro, – dice – perché è storicamente dimostrato che in tutti i collassi storici l’arte resiste e rilancia, come è successo in passato, dopo le guerre. Pensiamo al nostro neorealismo, che ha dato il là per raccontare delle storie necessarie e fondamentali. E’ chiaro che il problema ora è la resistenza giornaliera, purtroppo”.  E a questo proposito, l’attrice osserva: “Io credo comunque che non siano il mondo dell’arte e dell’intrattenimento il luogo pericoloso. E, a parte il significato del cinema, che ti permette di farti delle domande, ti insinua un dubbio che magari nella vita non avresti, ed è fondamentale, bisogna combattere. Ci sono tante famiglie che in questo momento non stanno lavorando, ci sono gli esercenti, ed è pericoloso per un paese che in tanti non abbiano un lavoro”. “Ai lavoratori che resistono sui set, che stanno lottando mi sento di dire di resistere. So quanto è doloroso, ma di non avere paura perché ci riprenderemo tutto. Il cinema, il teatro, la musica: ci riprenderemo tutto”, conclude.

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