Jodorowsky racconta Jodorowsky

poesia2

In Poesia senza fine il regista cileno svela se stesso

Jodorowsky è da molti conosciuto come esperto di Tarocchi, dopo aver ridisegnato e pubblicato quelli storici di Marsiglia, ma tra i cultori del cileno c’è da annoverare la sua filmografia ricca di simboli ed esperienze paniche che travalica la scienza cinematografica ufficiale.

Di sé ha detto

“se avessi avuto i soldi, sarei stato il più grande regista del mondo”

e forse, a modo suo, anche senza molti soldi, ha dimostrato di essere un grande interprete e scrittore di esperienze visive ed emozionali.

Jodorowsky nasce in Cile quasi 90 anni fa, esule di una famiglia ebrea ucraina sfuggita alle purghe staliniane, diventa artista, poeta e libero pensatore e si trasferisce in Francia dove lavora con Marceau ed esprime tutto il suo genio.

Poesia senza fine è la sua storia biografica degli eventi che lo portarono a fuggire in Francia prima della dittatura cilena. Già ne La danza della realtà raccontava della sua difficoltà ad esprimere la propria sensibilità a causa di un padre padrone che voleva seguisse le orme famigliari nel calzaturificio paterno.

In questo film dimostra che le proprie radici, il proprio albero genealogico, a volte, può essere castrante e deve essere reciso alla base per poter emergere. Certe famiglie, ci dice Jodo, sono capaci di tarpare le ali. “Uccidere” idealmente i genitori è necessario per non morire.

Jodo vuole essere un poeta a tutto tondo, un creativo, un sensibile, un amante della vita e non una semplice comparsa alla ricerca della felicità. Jodo vuole essere protagonista della propria vita, ma senza libertà non può fare nulla.

In questa pellicola Jodo riassume tutta la sua idea di vita, di morte, unendo la metagenealogia, ossia lo studio dell’albero genealogico come strumento per crearsi la propria strada e la propria storia libero dai vincoli genitoriali, inserisce simbolismi, tarocchi, elementi esoterici ed essoterici, ci percuote con elementi disturbanti come menomazioni fisiche e mentali dei vari protagonisti sbattendoci in faccia il diverso e lo strano come un qualunque elemento utile e necessario alla narrazione.

Per Jodo non esiste giusto o sbagliato, esiste la scelta della vita. Per lui essere felici è la cosa più importante, soffrire è da stupidi, non porta niente di buono e conduce solo ad una morte triste e solitaria. La vita materiale va vissuta appieno, perché solo chi impara a vivere non sente il peso della morte.

Poesia senza fine

Poesia senza fine

Poesia senza fine tira le somme di una vita intensa, soppesa ogni scelta guardandola con la bilancia del cuore e dell’amore. Solo chi agisce per sincero sentimento è felice. Vita e morte si rincorrono nella giostra dell’esistenza.

Il cinema di Jodorosky è anticonvenzionale e non è sempre apprezzato perché arriva direttamente allo stomaco degli spettatori. Se il cinema è illusione, per Jodo è uno strumento per raccontare la realtà, fin nella sua più rude crudezza. Jodo non ha malizia nel mostrare nudi o atti sessuali espliciti, è la vita.

Jodo arriva direttamente al cuore delle persone. Racconta di sofferenza e gioia con la stessa potenza narrativa e questo può dar fastidio. Non indulge nella farsa dei buoni sentimenti o del finale giusto o nel lieto fine hollywodiano, Jodo apre il cuore con il coltello e lo fa sanguinare sulla pellicola.

Se il cinema classico è metaforico, strutturato, organizzato, quello di Jodo è puro e semplice. E’ tutto molto chiaro e propone vari piani di lettura che ogni spettatore coglie secondo la propria sensibilità.

Questo è un film curativo della memoria dei sentimenti.

Una nota di merito alla famiglia artistica di Jodo che fa recitare figli e nipote per interpretarlo nelle varie età giovanili.

Adan, soprattutto, può avere un futuro felice nella cinematografia classica, se lo vorrà. Presenza scenica e capacità recitativa invidiabili.

Da non perdere recuperando La danza della realtà, El Topo e La montagna sacra.

Voto 4/5

Ramsis D. Bentivoglio

1 Comment

  1. RAMSIS DEIF BENTIVOGLIO

    24 gennaio 2018 at 12:18

    Emozionante.




Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>