“It Follows”, arriva in Italia l’horror di Mitchell

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It Follows, arriva l’horror più atteso della stagione. Dal 6 luglio al cinema. Ecco qualche assaggio!

Ad una visione superficiale, senza troppe pretese, questo horror sembra un altro film in cui la morale domina l’istinto sessuale dei giovani adolescenti americani che si sentono in colpa per aver coniugato il sesso con il semplice piacere, punendoli per questo con morti atroci e incubi sottili e invece, questo pseudo horror, va molto oltre le semplici regole dell’horror moderno, indagando, come ha fatto Babadook, aspetti psicologici sul dolore, sull’infanzia e sul senso di inadeguatezza delle nuove generazioni.

Una ragazza, dopo il primo rapporto sessuale, viene costretta dal moroso di turno ad assistere ad una apparizione che lo perseguita e che pedina anche lei. L’incubo cresce anche quando fa l’amore con un altro ragazzo che viene a sua volta seguito da “followers” misteriosi. Lasciamo le specifiche e gli spoiler a chi andrà al cinema.

Senza svelare nulla di compromettente, possiamo tentare di dare una spiegazione più razionale di quanto non lo sia il film.

Il sesso, il piacere sono visti, molte volte, come un falsa illusione di felicità tanto che alcune morali “fanatiche” ne impediscono la scoperta prima del matrimonio. In America questo accade già e con molta più severità che da parte nostra, paradossalmente. Per molti la verginità è un valore e la rottura dei vincoli che ci tengono infantili, ingenui diventa un peccato perseguibile. L’atto diventa come un virus che si può trasmettere, ma dal quale non si guarisce, una volta assaggiato il “frutto del peccato” non si torna indietro. Disattendere le aspettative degli adulti, di una morale comune può portare alla morte. Forse l’unico modo per salvarsi è condividere il peccato con altri o accettare il passaggio all’età adulta che l’atto in sé comporta. Dietro le maschere dell’ipocrisia e del perbenismo si nascondono diavoli disincarnati che ci perseguono come cani dell’inferno e che possono vedere solo i “peccatori”.

In questo film ogni riferimento alla “Chiesa” è assente o ben nascosto, ma un peccato originale, un atto sacrilego è presente nel solo fatto di pensare a certi atti “impuri”. Il sesso è visto come una malattia, come qualcosa di sporco che però è troppo attraente per essere represso a lungo. Varcare la soglia del giardino dell’Eden, mangiare dell’albero la mela è un atto obbligato e necessario per arrivare all’età adulta dove il dolore, ma anche la responsabilità delle proprie azioni regnano e da cui non si può sfuggire troppo a lungo, pena la perdita della propria identità e indipendenza.

Un film potente e profondo che filtra il mondo giovanile con il gusto dell’horror facendo passare il messaggio attraverso la mente conscia come le fiabe con i bambini.

It_FollowsMolti passaggi, soprattutto la prima sequenza e gli inseguimenti durante la pellicola, incollano lo spettatore alla poltrona, il tutto elaborato e condito da una colonna sonora alla Velluto blu con echi, appunto, lynchiani e kubrickiani. L’America dal suo lato bigotto e nascosto.

E’ un buon momento per gli horror e questo è uno dei migliori da molto tempo.

Per i più curiosi e maliziosi ricordiamo che c’è stata una polemica sterile tra Tarantino e Mitchell, il regista dell’horror. Tarantino ha accusato Mitchell di non essere coerente con se stesso per evidenti, secondo lui, perdite di logicità. Possiamo ricordare a Monsieur Quentin che l’horror non ha bisogno di una logica ferrea e sicuramente questo, con i pregi e i difetti che porta, non può essere accusato di tale “reato”.

E comunque al pubblico la sentenza, ma anche ai box office!

Voto 4/5

Ramsis D. Bentivoglio

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