Irrational Man: provaci ancora (a convincerci) Woody!

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Il nuovo film di Woody Allen è stato presentato Fuori Concorso al 68^ Festival di Cannes

Quando si tratta di autori come Woody Allen risulta impossibile parlare di un suo film senza tenere conto dell’onorevole passato che un cineasta del suo calibro ha alle spalle, ed è per questo che dignitosissimi film, quali Magic in the Moonlight, sono considerati mediocri: il problema non è il lungometraggio in sé, ma l’aspettativa che si ha quando il regista è il newyorkese Allen. Leggenda metropolitana vorrebbe che Allen, da qualche anno a questa parte, riesca a stupire il pubblico una volta su due e proprio a causa di tale consuetudinaria regola, oltre che all’inopinabile bravura del regista,  ci si aspettava qualcosina di più dal film Irrational Man.

download (3)Presentato Fuori Concorso al 68^ Festival di Cannes, Irrational Man torna su tematiche carissime ad Allen quali “la casualità” e “il senso della giustizia”. Tematiche, d’altronde, che il regista sciolina ogni tot di anni (e di film) e che hanno fatto di Match Point una delle pietre miliari della sua cinematografia. Stavolta però la casualità e il concetto di “giusto” (e quindi anche di moralità) sono toccate dal cineasta in maniera leggerissima attraverso una dark comedy autoreferenziale (ma questa non è una novità) e forte di due attori straordinariamente in parte, Emma Stone e Joaquin Phoenix.

Abe Lucas è un professore di filosofia nel bel mezzo del cammin della sua vita e di una crisi esistenziale. Trasferitosi in un nuovo Ateneo, il letterato in ben poco tempo fa innamorare di lui una collega, desiderosa di fuggire da un matrimonio stantio, ma soprattutto una vitale e promettente studentessa, Jill Pollard. Proprio durante una delle uscite con la ragazza, Lucas sente la storia di una donna, disperata, per la decisione sull’affidamento dei suoi figli di un giudice e immediatamente l’uomo trova un nuovo scopo, una nuova scintilla che gli dà la carica per andare avanti: fare giustizia in nome di una sconosciuta.

In Irrational Man la bravura di Joaquin Phoenix viene confermata dall’attore che per interpretare il suo personaggio, masochista e disincantato, ha modificato la sua fisicità appesantendola per rendere visibile, palpabile agli occhi, il disagio del protagonista e di un’intera generazione di letterati che, prima o tardi, si sono ritrovati a pensare come lo stesso Abe Lucas che in fin dei conti “la filosofia non è nient’altro che una stronzata”. Accanto a Phoenix spicca la neo Musa di Allen, Emma Stone, delicata e perfetta comprimaria che si lascia ammaliare dal “fascino maledetto” del suo professore senza però giustificare la follia (auto)distruttiva dell’uomo.

Sempre pulito registicamente, e al contempo in alcuni punti brillante nella scrittura, Irrational Man è purtroppo un lungometraggio che non spicca mai il volo (neanche pindarico), ma che è rinchiuso all’interno di alcuni canoni tematici “alleniani” che, pur essendo sempre apprezzabili, in questo caso stancano e risultano ripetitivi. Che Allen sia ancora in grado di regalare potenti emozioni, lo ha dimostrato solo due anni or sono con Blue Jasmine, che abbia ancora voglia di dire lo conferma con la sua dedizione alla settima arte che debba, però, smetterla di “ridire”, “ribadire” è un dato di fatto già appurato con Magic in the Moonlight e ora confermato con Irrational Man.

Sandra Martone

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