Il favoloso mondo di Jean-Pierre Jeunet

ts spivet

Roma FF9, presentato “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”

Il regista francese incanta il piccolo pubblico del Festival internazionale del Film di Roma con la sua ultima pellicola tratta dal romanzo di Reif Larsen “The selected works of T.S. Spivet”. Jean-Pierre Jeunet sceglie questa volta come protagonista un bambino di dieci anni per raccontare quel mondo di fantasia e poesia al quale ci ha abituato con ”Il favoloso mondo di Amelie” (che non va ricordata come l’unica opera del cineasta d’oltralpe). Perché Jeunet è in grado di trasformare in immagini ciò che passa nella testa di Audrey Tautou-Amelie, dei personaggi grotteschi di “Delicatessen” (l’opera prima del 1991) o del vendicativo Dany Boon ne “L’esplosivo piano di Bazil”. Ma anche di un piccolo scienziato come T.S. Spivet (il brillante Kyle Catlett, già visto nella serie tv “The Following”), bambino fantasioso e allo stesso tempo introspettivo, che tra un esperimento e l’altro riesce a inventare la macchina del moto perpetuo tanto da vincere il prestigioso Premio Baird.

A questo punto T.S. lascia il ranch isolato del Montana dove vive con la mamma (Helena Bonham Carter) che passa il suo tempo a catalogare ogni specie di insetto, il papà (Callum Keith Rennie) cowboy vecchio stampo e la sorella Grace che sogna di diventare Miss America per andare a Washington a ritirare tutto da solo il suo premio. T.S. intraprende così un lungo viaggio verso la Capitale degli Stati Uniti d’America accompagnato dal fratello gemello Layton (in realtà morto un anno prima) e incontrando qualche personaggio strampalato (come il vagabondo interpretato dall’immancabile Dominique Pinon), portandosi dietro un segreto che riuscirà a raccontare solo alla fine della pellicola.

jeunet

 ”Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet” è un film che i bambini riescono a cogliere solo in parte grazie soprattutto al 3D, effetto speciale a servizio della narrativa e degli splendidi paesaggi naturalistici (il film è girato in Canada). Sono i più grandi, però, coloro in grado di apprezzarne tutte le sfaccettature della pellicola per quel tipo di linguaggio poetico e immaginario tipico di Jeunet. Che nel leggere il libro, ha pensato: “Nel romanzo ho ritrovato le idee del mio mondo e di quello di Amelie. Larsen mi assomiglia. Sembro io trent’anni fa. Ciò che mi spinge a fare film è la passione, la gioia che ci metto”. Il regista, presente al Festival del Film di Roma, durante la proiezione all’Auditorium dedicata alle scuole ha invitato i bambini presenti in sala a fare quello che da piccolo era riuscito a fare lui con uno stereoscopio View Master, prendendo confidenza per la prima volta con il 3D. “Prendete il telefonino o un computer e provate voi a realizzare un piccolo film. Il prossimo anno tornerò solo per vedere i vostri lavori” ha detto il regista.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.



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