Humandroid, Se Dio vuole, Il padre: le novità del weekend

Humandroid (2015)

Passata la sbornia pasquale, arrivano altri nove film a riempire il nostro fine settimana, con molti film italiani, Se Dio vuole su tutti e un film di fantascienza per grandi e piccoli, Humandroid

Humandroid è il nuovo film del regista sudafricano Blomkamp, già autore di District 9 ed Elysium. Qui racconta la vita di Chappie, un robot che cresce come un bambino normale per poi scoprire che qualcuno vuole eliminare la sua specie, dovendo così scegliere se agire per il bene o per il male. Una riflessione filosofica sulla vita, ma con gli occhi di un robot. Con Sigourney Weaver e Hugh Jackman. ►

Se Dio vuoleSe Dio vuole è una brillante commedia italiana che affronta il tema del divino con profondità e senza banalità, come capita molte volte. Marco Giallini è un medico eccellente e sicuro di quello che ha e che è. Tutto è razionale e deve seguire un certo ordine e così è per suo figlio, o almeno fino a quando non incontra un prete/guru che gli fa cambiare idea portandolo sulla via del sacerdozio. Il padre, Marco, incontra il prete per smascherarlo, non riuscendoci. Ottimi dialoghi, svolte rapide e finale non banale. Con Alessandro Gassmann. ►

Ci devo pensare è la storia di un trentenne napoletano, precario, che quando viene cacciato di casa dalla ragazza si trova, con alcuni amici disperati come lui, a cercare e a trovare un alloggio e un nuovo modo di vivere. Da Francesco Albanese, uno dei volti di Made in Sud. ▼

La dolce arte di esistere (2015)La dolce arte di esistere racconta di Massimo e Roberta, due persone fragili, il primo molto sensibile tanto che ogni tensione lo rende più invisibile al prossimo, mentre la seconda ha sempre bisogno di qualcuno che la faccia sentire viva, altrimenti scomparirebbe nel nulla. Una storia narrata da un voce fuori campo con ottime immagini, ma troppo lenta e poco coinvolgente. ▼

L’amore non perdona è l’incontro d’amore tra una franco-italiana di sessant’anni e di Mohamed, trentenne di Tangeri, in Italia andando contro ogni pregiudizio, anche e soprattutto dalle rispettive famiglie. Un film controcorrente che sembra rispecchiarsi nei film italiani anni settanta. ►

Il padre si chiama Nazaret, ossia il protagonista della storia.Il Padre (2014) Contro ogni forma dogmatica, Nazaret viene arrestato, torturato, condannato a morte e miracolosamente salvato, vaga per deserti e città, ormai muto dalle torture, alla ricerca delle sue figlie nell’impero ottomano ante guerra mondiale, come un Mosè biblico o un Ulisse omerico. Una storia dove i buoni sono tali e i cattivi sono peggiori del diavolo. Un kolossal turco che rispetta tutti i canoni del film storico, ma che perde di sentimento, forse perché troppo didascalico o senza sfumature. Dal regista de La sposa turca.

Uno, anzi due è l’esordio al cinema di Maurizio Battista, noto per Zelig. Un uomo racconta le sue disavventure famigliari dal ciglio di Ponte Milvio a Roma dal quale promette di buttarsi per evitare altri problemi che sono nati con la morte del padre che l’ha riempito di debiti. ►

White God - Sinfonia per Hagen (2014)White God, sinfonia per Hagen è ambientato nella Budapest odierna dove una legge tassa enormemente la possessione di cani bastardi, agevolando quelli di razza. Lili, per motivi di lavoro di sua madre, va a vivere con il padre che non vuole il suo cane bastardo per casa e così lo abbandona per strada. Hagen, il cane, si trova da solo, ma alleandosi con i suoi simili dimenticati, inizia la ricerca della sua padrona e una ribellione contro il governo che vuole sopprimerli. Una storia fiabesca contro la discriminazione all’essere diversi. Con toni horror e splatter. ►

Qualcosa di noi è un documentario sul sesso, la vita, i desideri e le paure dell’Italia di oggi visti con gli occhi di 12 giovani ragazzi e una prostituta sulle colline di Bologna. Senza falsa morale o ipocrisia. ►

 

Ramsis D. Bentivoglio

L'Araldo dello Spettacolo sbarca online con interviste e materiale in esclusiva su Cinema, Arte, Danza, Musica, Teatro e Libri!

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