Le verità nascoste di David Fincher

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“Gone girl-L’amore bugiardo” in concorso al Festival del Film di Roma

Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon e Kim Dickens sono i protagonisti del nuovo thriller di David Fincher.

Nick ed Amy si conoscono ad una festa ed è colpo di fulmine. Lui è un aspirante scrittore, lei ha ispirato una serie di libri per bambini che l’hanno resa famosa. Lui è un semplice cittadino del Missouri, lei una ricca newyorkese. Le differenze sociali tra i due non sembrano avere peso, fino a quando non si trasferiscono nel Missouri per accudire la madre malata di Nick.

gone-girl-rosamund-pikeGone Girl – L’amore bugiardo è la storia di una doppia vita, dell’altra faccia della medaglia: racconta cosa può nascondersi dietro l’adorabile sorriso di una donna e dietro la faccia da bravo ragazzo di suo marito. Mette in scena una famiglia apparentemente perfetta che si sgretola sotto il peso delle menzogne.

Il nuovo film di David Fincher è un prodotto made in USA a tutti gli effetti: dalla provincia americana fatta di splendide ville con giardini immacolati e vicini sorridenti, alla facoltosa famiglia newyorkese per cui il mondo finisce con l’Hudson River. Dallo stile di regia al montaggio, che viaggiano in totale sintonia, dotati di un ottimo ritmo, carichi entrambi di pathos.

Tra cenni allo spinoso tema del femminicidio ed echi à la American Beauty, la narrazione procede attraverso un efficace alternarsi di flashback e presente, in cui la voice over della protagonista accompagna le immagini, caricandole di angoscia e aspettativa.

Il tocco di Fincher si riconosce ma se in cult come Seven, Fight Club o The social network la sceneggiatura era solida e accurata, in Gone Girl la trama si attorciglia su se stessa, stritolando i protagonisti e spingendoli all’eccesso. Ci sono questioni rimaste in sospeso e personaggi poco caratterizzati – vedi il Desi interpretato da Neil Patrick Harris – che danno luogo a vere e proprie falle narrative.

Tratto dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn – decisamente più strutturato – il film, comunque, coinvolge e appassiona fino alla fine. Angosciante, stilisticamente inappuntabile, interpretato egregiamente. Non il miglior Fincher ma l’intrattenimento è assicurato.

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