Gerard Butler, il vendicatore sboccato

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Arriva al cinema “Attacco al potere 2-London has fallen”, tripudio di esplosioni, sparatorie e scazzottate

A tre anni dall’assedio della Casa Bianca, la sventurata capitale britannica subisce la stessa sorte e viene attaccata da un commando di terroristi pakistani vendicativi e apparentemente indistruttibili. Attacco al potere 2 – London has fallen con Gerard Butler, Aaron Eckhart, Morgan Freeman, Angela Bassett e Melissa Leo, nei cinema dal 3 marzo, va preso così. Come un action movie molto cafone – passateci il termine ma ormai è in voga per distinguere certi film decisamente esagerati – perfetto però per trascorrere circa due ore di puro intrattenimento con due belli del grande schermo, con tante – troppe – sparatorie e sequenze adrenaliniche e questa volta anche un mucchio di sproloqui diretti ai nemici, alle armi e a chiunque non incontri il benestare del protagonista.

Attacco al potere – Olympus has fallen era nettamente migliore, non a caso il regista era l’apprezzato Antoine Fuqua: nel sequel diretto da Babak Najafi le criticità sono davvero troppe. Tutto appare sopra le righe e fin troppo inverosimile. I dialoghi risultano ridicoli e improbabili in molteplici frangenti – vedi il presidente americano che chiede a Butler: “E se tu non torni?” e si becca un “Lei è fottuto” come risposta -, la sceneggiatura stessa ha una serie interminabile di falle narrative e molti personaggi secondari rimangono scarsamente tratteggiati.

Il prodotto finito sembra solo la scusa per fare un film in cui i monumenti simbolo di Londra vengono distrutti in una serie di spettacolari sequenze: questo, va detto, sembra infatti essere l’unico aspetto favorevole di Attacco al potere 2. Perché fa sussultare sulla poltrona e sgranare gli occhi di fronte a cotanta abilità tecnologica nel ricreare l’esplosione di Westminster Abbey, del Big Ben, di uno dei ponti che uniscono le sponde del Tamigi e via dicendo.

Innegabilmente, il film vanta un ritmo inarrestabile e suscita l’empatia tipica del genere, ovvero facciamo tutti il tifo per i buoni. Anche se questi buoni, gli americani, nella lotta al terrorismo hanno numerose colpe. Il film vi accenna lievemente ma ben presto scazzottate e sparatorie prendono il sopravvento sulla narrazione.

Tutto fumo e niente arrosto è un detto che sembra calzare alla perfezione su Attacco al potere 2: tante esaltanti scene d’azione, delle belle riprese aeree di Londra, fragorose esplosioni e rocambolesche corse in automobili indistruttibili. Ma all’atto pratico rimane ben poco. Se non la figuraccia dell’Italia, qui rappresentata con un primo ministro fesso e donnaiolo che si reca ai funerali di stato del collega britannico in compagnia di una signorina ben più giovane di lui. Chissà a chi alludevano gli sceneggiatori…

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