Free State of Jones – il punto di vista dei fuorilegge

free-state-of-jones

Al cinema in questi giorni c’è Free State of Jones con Matthew McConaughey. La nostra riflessone sul film!

Ogni guerra ha i suoi scheletri, ma quello della grande guerra civile americana tra nordisti e sudisti, è nascosto sotto il sangue versato dai suoi figli nel corso degli ultimi tre secoli ed è mescolato all’odio intrinseco tra gli stessi fratelli di quella che vuole essere considerata come la più grande e giusta democrazia del mondo.

I suoi pilastri sono stati la corsa all’oro con conseguente sterminio dei nativi e la segregazione razziale a scopo economico dei neri-schiavi, importati come merce nel famoso triangolo Europa-America-Europa ai tempi dei coloni. Lincoln, contrario a questa forma oppressiva, fu quasi obbligato a imporre la legge antischiavista agli stati del sud che, sostenuti anche dal KKK, volevano mantenere lo status quo.

NEE67eUGSRGEII_1_bQuesto film racconta la storia dal punto di vista dei fuori legge, da parte dei perdenti in seno agli stati del sud, che vollero difendersi autonomamente dal potere statalista bianco. Newton, il protagonista, dopo la morte del nipote, diserta l’esercito come infermiere e torna a casa. Ricercato per tradimento, crea un gruppo di rinnegati, tra cui neri e rifugiati come lui, per difendere il loro diritto alla vita e all’autodeterminazione.

La sua storia è stata lasciata nell’oblio per quasi 150 anni anche se un processo degli anni ’30 ne riportò a galla le evidenze storiche e giuridiche per i suoi successori e pronipoti. Newt, infatti, aveva figliato con una ex-schiava nera e il suo sangue, a detta dei giudici moderni, impediva di poter sposare una donna bianca nello Stato del Mississippi.

Free State of Jones, come 12 anni schiavo, cerca di raccontare la storia dei perdenti in un periodo storico dove la destra populista di Trump è tornata al potere, le scene di fanatismo del KKK sono un evidente monito al prossimo futuro, almeno nelle aspettative, e dove i neri sono ancora isolati dal resto dell’America, sempre pronta a impugnare armi per difendersi da presunti nemici interni.

Non è chiaramente un film contro la sua storia, per certi versi prova a essere obiettivo, raccontando i fatti in cronaca senza esaltarli troppo, anche se come storia vera pecca di evidenti cali di tensione.

Il film indaga sul lato oscuro di quel periodo rinnegato da molti storici moderni, riabilitando alcuni membri di quelle comunità che cercavano di essere onesti e retti anche in un periodo così sanguinario e di duro scontro etnico. Anche con la liberazione degli schiavi il mondo bianco continuò e continua tutt’ora, anche se più raramente, a ritenersi una élite e ad arrogarsi domini sulla vita e sulla morte di chiunque sia diverso da esso.

Il film parla con gli sguardi più che con le parole come ha fatto Lincoln nel film di Spielberg. Qui gli occhi fanno parte della sceneggiatura e sono stati scelti per dare più linee di lettura ad una storia carica di significati storici, politici sulla contingenza e sul futuro prossimo, oltre che ad un passato in parte scomodo. Ben vengano film che alzano i tappeti e sputano fuori la polvere stantia della storia mai raccontata.

Prima gli Stati Uniti ammettono che la loro fondazione si basa sul sangue di milioni di innocenti, prima, forse, potrà arrendersi al fatto che il sangue chiama sangue e l’unico modo per liberarsi da un così vergognoso passato, anche se non è ritenuto tale da molti, è impedire che si sparga altro sangue inutile di uomini e donne che non vogliono combattere guerre altrui, ma che vogliono vivere in pace, aldilà di qualsiasi apparente predominio innato o presunto da parte di alcuni governanti.

Quando la storia non la scriveranno più i vincitori, ma anche i vinti, allora il mondo vedrà la sua vera natura e aprirà gli occhi, scoprendosi molto diversa da come crede di essere.

Voto 4/5

Ramsis D. Bentivoglio

L'Araldo dello Spettacolo sbarca online con interviste e materiale in esclusiva su Cinema, Arte, Danza, Musica, Teatro e Libri!

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>