Festa del cinema, tanta qualità ma senza star e pubblico

festa cinema roma

Gli spettatori premiano il film indiano “Angry Indian Goddesses” di Pan Nalin. Il venduto cala del 21%, cresce la sezione “Alice nella città”

Cala il sipario sulla decima edizione della Festa del cinema di Roma. Ed è tempo di tirare le somme, dopo nove giorni di programmazione di una kermesse contrassegnata sicuramente da film di grande qualità. Una qualità riconosciuta dagli spettatori che hanno fatto vincere il Premio del pubblico Bnl (con votazione online) alla pellicola indiana Angry Indian Goddesses di Pan Nalin, buddy movie tutto al femminile.

“Le donne in India costituiscono uno dei principali motori dell’evoluzione del Paese riuscendo, grazie al loro impegno e dinamismo, ad abbattere barriere culturali e sociali” ha detto Luigi Abete, presidente di BNL Gruppo BNP Paribas, main partner della Festa.

Se i film, 53 in totale provenienti da 24 Paesi diversi, come, ad esempio, Room Land of mine “hanno fatto la differenza” ha tenuto a sottolineare il direttore artistico della Festa del cinema Antonio Monda, i numeri della manifestazione non sono stati per niente soddisfacenti. “Si è passati dai 292.831 euro incassati nel 2014 ai 215.852 del 2015 – spiega il direttore generale di Fondazione Cinema per RomaLucio Argano – I biglietti venduti sono stati, invece, 35.270 mila, con una diminuzione del 21% circa rispetto allo scorso anno”. Cifre che pesano fortemente su una kermesse cinematografica da ben 4 milioni di euro.

Già dalla prima conferenza stampa la presidente di Fondazione Cinema per Roma, Piera Detassis, aveva messo le mani avanti, invitando a rivolgere alla Festa “uno sguardo diverso e nuovo”. In conclusione di Festa ha precisato: “Il lavoro fatto è stato molto complesso e credo che siamo comunque riusciti a dare un primo segnale quest’anno. Portando, ad esempio, i film in molti quartieri della nostra città. Come il Pigneto, che definirei la cittadella del cinema”.

Per quanto siano state utilizzate nove sale in tutta Roma, oltre la Mazda Cinema Hall e le quattro dell’Auditorium Parco della Musica, la Festa ha dovuto rinunciare alla sua più importante: la sala Santa Cecilia, che ha fatto perdere nell’arco della manifestazione circa 13mila posti. E, di conseguenza, un calo del venduto e della partecipazione del pubblico.

Gli spettatori si aspettavano sicuramente più red carpet. “Quei coriandoli e lustrini” che al direttore artistico non sono mai interessati. E così questa decima edizione ha avuto sì da una parte ospiti di prestigio come Jude Law (che, tuttavia, neanche si è degnato di palesarsi davanti ai fan), Paolo Sorrentino, Todd Haynes. Dall’altra, anche una sfilza di non pervenuti: a partire da Robert Redford e Cate Blanchett protagonisti del film di apertura Truth, passando per Joseph Gordon-Levitt protagonista di The Walk 3D e Julianne Moore di Freeheld.

Chiude, invece, positivamente Alice nella città, sezione parallela e autonoma della Festa del cinema di Roma, che ha registrato oltre 32mila presenze e emesso 16.500 biglietti, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, curatori della sezione, spiegano così le ragioni di questo successo: “Tutto l’anno viene fatto dall’ufficio didattico un lavoro importante per coinvolgere le scuole. Noi continuiamo a puntare su un pubblico giovane, senza dimenticare però quello più adulto”. A vincere il premio della giuria di ragazzi è stato il film Four Kings, opera prima della tedesca Theresa Von Eltz.

Per il prossimo anno, Monda al pubblico della Festa del cinema di Roma promette di “stare più attento agli ospiti”. Ma il modello da seguire, per lui, rimane sempre il Festival di New York con tanti film di qualità, nessun premio e numerosi incontri.

Giulia Bianconi

g.bianconi@araldodellospettacolo.it

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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