Fai bei sogni, Valerio e Massimo due modi diversi di soffrire

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Gramellini: “Questo Massimo non sono io, ma il dolore è lo stesso”

Ha venduto più di un milione di copie ed è stato tradotto in 22 lingue diverse, Fai bei sogni, il romanzo autobiografico del giornalista e scrittore Massimo Gramellini, edito nel 2012, ha avuto un successo tale da stupire il suo stesso autore. Il regista Leone d’oro alla carriera Marco Bellocchio ne ha realizzato un film doloroso ed evocativo con la toccante e solida interpretazione di Valerio Mastandrea. Fai bei sogni, dopo un passaggio alla Quinzaine des realizateurs dell’ultimo Festival di Cannes, è uscito oggi nelle sale italiane. Locandina Fai bei sogni

L’assenza è la vera protagonista del film di Bellocchio. Il vuoto lasciato dalla perdita della madre e il mistero che l’accompagna sono due elementi sempre presenti nella vita di Massimo che generano un dolore sordo, inespresso e represso, sottofondo di tutta la sua storia. Dall’infanzia alla maturità anche quella professionale, Massimo si confronta in ogni istante con il senso di mancanza lasciato da questa scomparsa e con qualcosa che sfugge alla sua comprensione.

La trama del film ricalca quasi fedelmente quella del romanzo di Gramellini, anche se alcune scelte narrative di Fai bei sogni di Bellocchio si discostano molto dall’originale letterario. Il regista alla presentazione romana del film ha tenuto a specificare: “Questo film è fedele al libro perché cerca di interpretarne i sentimenti basilari, soprattutto nell’affrontare il tema della morte e in particolare della morte di una madre così come può essere vissuta da un figlio. Tuttavia cinema e narrativa sono due linguaggi diversi tra loro. Nel film abbiamo rielaborato una serie di episodi proprio perché il cinema procede per spazi e tempi diversi da quelli del racconto scritto”.

Fai bei sogni 2

Fai bei sogni ripercorre le varie fasi della vita di Massimo Gramellini, ma non per ricostruire la biografia cinematografica del giornalista. Il personaggio interpretato da Valerio Mastandrea è un uomo diverso dall’autore del libro, con un proprio modo di vivere le relazioni, di sopportare il dolore e di accettare la realtà. “Mi interessava affrontare il tema da un punto di vista più universale -ha spiegato Bellocchio- e volevo raccontare come il personaggio si difende e reagisce nelle varie fasi di crescita a questo strazio tremendo per un bambino. Non si tratta solo del tema della morte di una madre, ma soprattutto di come un figlio, un bambino, cerca di sopravvivere a questo dolore insopportabile”.

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Valerio Mastandrea ha raccontato in conferenza stampa di non aver intenzionalmente voluto approfondire l’aspetto biografico del suo personaggio: “Mi sono concentrato sul film e ho cercato di ricostruirlo attraverso il copione per crearlo a modo mio”. “Sapevo che non avrei potuto interpretare il vero Massimo, soprattutto per un fatto di provenienza territoriale e per fede calcistica” scherza l’attore con fare serio.

Alla presentazione del film Fai bei sogni a Roma Massimo Gramellini era presente in collegamento da Torino e ha simpaticamente raccontato: “Valerio non mi ha mai rivolto la parola per via della Roma, da quando un giorno io sono entrato nel suo camerino proprio nel momento in cui la squadra giallorossa ha sbagliato un rigore. In realtà non volevo che il film riprendesse il personaggio del libro”. Il giornalista ha aggiunto poi con spontaneità: “Io sono più un cazzone, sono più leggero e assolutamente non taciturno. Le donne con me di solito mi chiedono di stare zitto. Il Massimo del film non sono io, ma non mi aspettavo e non avrei voluto esserlo. Il protagonista è in realtà un archetipo. Il dolore della perdita di una madre è un dolore diverso da tutti gli altri perché nessun altro essere al mondo potrà amarti come una madre, è un lutto diverso da tutti gli altri perché insostituibile. Valerio, in modo diverso dal personaggio, del libro arriva a trasmettere questo”.

Vania Amitrano
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