“Experimenter”, quando l’obbedienza cede all’autorità

poster-experimenter

RomaFF10, Peter Sarsgaard e Wynona Rider raccontano la storia di Stanley Milgram

Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato un nuovo, interessantissimo film: Experimenter, storia di Stanley Milgram, con Peter Sarsgaard, Wynona Ryder, John Leguizamo, Anton Yelchin, Kellan Lutz, Dennis Haysbert, Jim Gaffigan.

Chi studia o ha studiato psicologia, avrà sentito sicuramente parlare di Stanley Milgram (Peter Sarsgaard), ebreo americano che a partire dal 1961, quando lavorava presso Yale, condusse degli esperimenti sull’obbedienza. Un candidato, uomo o donna, veniva scelto come “maestro” per interrogare il suo “allievo” ed infliggergli – su ordine degli psicologi – delle scosse elettriche in caso di risposta errata. Scosse che crescevano d’intensità, da un minimo di 45 fino ad un massimo di 450 volt.

Mano a mano che le risposte errate aumentavano, aumentava anche il voltaggio che portava con sé urla e lamenti del malcapitato. Nonostante questo, talvolta con qualche remora, i candidati sono arrivati fino al voltaggio massimo poiché l’ordine era di portare a termine l’esperimento. (N.B. L’allievo era sempre lo stesso, collaborava con il team di Milgram e urlava di proposito. Le scosse non sono mai state inflitte a nessuno. Finzione ai fini della ricerca.)

Risultato? Un’obbedienza cieca di fronte all’autorità malevola. Ma come nasce questo studio sull’obbedienza? “Semplicemente” dal genocidio degli ebrei. Come fanno, si chiede il protagonista, esseri civilizzati a compiere atti così distruttivi? Perché non hanno le risorse per resistere all’autorità, si piegano dinnanzi ad essa, alienandosi dalle proprie azioni.

experimenterIn parole povere: la ribellione non è la norma. Una bassissima percentuale infatti, andò via dallo studio, rifiutandosi di continuare ad infliggere dolore ad uno sconosciuto. I Nazisti non lo hanno fatto, hanno continuato a perpetrare l’orrore in tutta Europa perché ancora una volta, “semplicemente”, obbedivano a un ordine.

Proprio il processo a Eichman, seguito anche dalla studiosa Hannah Arendt (consigliato l’omonimo film, davvero illuminante) che aveva definito il Nazista un “mero esecutore”, spinse Milgram ad avviare i suoi esperimenti, con risultati davvero poco consolanti.

Se la tematica può sembrare contorta a parole, il regista, Michael Almereyda, è riuscito a renderla comprensibile ed interessante e ha fatto del suo stesso film un esperimento, facendo parlare direttamente in macchina il suo protagonista, mentre spiega con passione e cognizione allo spettatore i suoi studi e le sue teorie.

Experimenter è un film visivamente e scenograficamente molto originale e fa di questo registro stilistico così particolare uno dei punti forti della narrazione, teso a smorzare la serietà del tema trattato.

Ottima l’interpretazione di Peter Sarsgaard che si cala alla perfezione nei panni dello psicologo che suscitò tanto scalpore ma che, ancora oggi, è menzionato nei principali manuali di psicologia.

Non lasciatevi ingannare, Experimenter non è solo per addetti ai lavori: è una storia intensa e coinvolgente che ha già convinto la stampa e che piacerà anche al pubblico.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>