Ecco la mostra su Sordi nella storica villa dell’attore

alberto sordi

“Il Centenario – Alberto Sordi 1920 – 2020” è stata allestita nella residenza romana alle Terme di Caracalla

E’ aperta al pubblico (dopo un periodo di necessaria sospensione dovuta alle restrizioni per la pandemia Covid19) la mostra intitolata “Il Centenario – Alberto Sordi 1920 – 2020” allestita presso la storica Villa che fu la residenza romana del compianto attore e che è situata in piazzale Numa Pompilio, a due passi dalle Terme di Caracalla.

Ecco la mostra su Sordi nella storica villa dell’attore. “Il Centenario – Alberto Sordi 1920 – 2020” è stata allestita nella residenza romana alle Terme di Caracalla

La mostra (che durerà fino al 1 agosto 2021 e che è gestita da “C.O.R. Creare Organizzare Realizzare srl”) si snoda tutta all’interno della villa progettata negli anni trenta del Novecento dall’architetto romano Clemente Busiri Vici (Chiesa di San Roberto Bellarmino a Roma; Ambasciata d’Italia a Londra, etc). L’esposizione si rivela molto più ricca ed interessante di quanto ci si possa aspettare. Circondato dall’ arredamento classico e di pregio della dimora il visitatore ha il piacere di apprendere innumerevoli dettagli riguardanti sia la vita lavorativa -lunghissima- sia quella privata di Sordi; l’allestimento è fatto in modo egregio con grandi schermi su cui vengono riprodotte numerose interviste, pannelli informativi, teche che racchiudono scritti originali inediti (appunti, missive) ed articoli di quotidiani dagli anni ’40 in poi; gigantografie, fotografie bellissime e rare, oggetti di scena (persino l’Harley Davidson usata nel film “Un americano a Roma”; tutto questo materiale copioso fa trasparire alcune caratteristiche salienti dell’ uomo, prima che dell’attore: la tenacia, la capacità di impegnarsi costantemente e totalmente nel suo lavoro, o meglio, nei suoi lavori. Da doppiatore di Oliver Hardy del duo comico Stanlio e Ollio a comparsa cinematografica nel kolossal Scipione l’Africano (1937), Sordi, affrontando una serie di “rifiuti”, fallimenti e delusioni professionali “si fece le ossa” nel teatro di rivista, di avanspettacolo e nella radio (dal 1943 al 1953); un uomo, quindi, che ha dedicato molta parte della sua vita all’arte teatrale e cinematografica, affrontando le difficoltà senza mai “gettare la spugna” e giungendo lentamente ad una fama mondiale incredibile senza però adagiarsi sugli allori.

Instancabile lavoratore, dentro e fuori il suo ambiente di lavoro ammirava le donne e si rapportava con esse con classe e galanteria (una sezione della mostra racconta anche questo aspetto romantico); con il gentil sesso ebbe rapporti intensi, passionali, altre volte persino platonici, intesi come amicizie sentimentali. A partire dal 1953 (anno in cui esce I Vitelloni) la vita di Sordi fu costellata da successi crescenti e meritati, da plausi provenienti da ogni parte del mondo; una costante ascesa all’Olimpo degli attori cinematografici che fu scandita da numerosi premi tra cui ben sette David di Donatello, Orso d’Argento al Festival di Berlino, Leone d’Oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia. La mostra riempie il cuore di emozioni e positività in quanto, raccontando la vita di un uomo che, senza le stravaganze insensate di molte “star”, riuscì a giungere a livelli altissimi di carriera, fa capire quanto l’impegno serio e onesto nel campo artistico possa dare, a se e agli altri, tutti i suoi mirabili frutti. “Albertone” fu anche un grande benefattore e molti manoscritti esposti raccontano questo lato umano e piu’ intimo che gli è valso l’amore dei suoi concittadini e di tantissimi italiani.

 

Stefano Pacini

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