Dieci sceneggiature originali da Oscar

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Il consiglio di Valeria e Federica di Film Italia

Cari lettori,
domenica notte siete pronti a seguire la cerimonia degli Oscar? Mancano solo tre giorni e per l’occasione vi parliamo di 10 film che hanno vinto l’Academy Award per la migliore sceneggiatura originale, di cui è stata premiata l’originalità. Ecco i film in ordine cronologico:

1) “Annie Hall (Io e Annie)” (1978)Diritto verso di noi Alvy Singer (Woody Allen) ci racconta le sue riflessioni sulla vita, sulla morte e sulla fine della relazione con Annie (Diane Keaton). Sin da bambino soffriva di depressione e di nevrosi a causa di alcune teorie secondo le quali l’universo si stava dilatando e non nascondeva il suo interesse per l’altro sesso. Ora è un comico conosciuto e si sente vittima dell’antisemitismo. Il suo rapporto con Annie si sta per rompere: lei non ha voglia di fare l’amore. I due si erano conosciuti ad una partita di tennis e sin da subito Annie aveva mostrato tutta le sue stramberie (racconti esilaranti, tragicomici, interezioni come la-di-da) e le sue difficoltà relazionali; durante la loro lunga relazione quindi, Alvy l’ha sempre incoraggiata a superare le sue insicurezze, legate anche alle diverse origini familiari: lei appartenente ad una famiglia benestante antisemita, lui ad una famiglia ebrea. Quando Annie riesce a liberare il suo talento da cantante, viene notata da un produttore californiano, e il loro rapporto inizia ad incrinarsi. Mentre lui infatti non sopporta il mondo della discografia lei ne è entusiasta..ed ecco che per Alvy questo diventa non solo un tradimento sentimentale ma anche ideologico. Per lui, Annie rappresentava New York, quella metropoli che contiene ancora i conflitti dell’autenticità umana, a differenza della California paese sede del dramma dell’esistenza con le sue vetrine e con il suo divertimento. La loro relazione parla di quanto sia irrazionale e folle l’amore, di quanto sia difficile comprendersi e accettare le fragilità dell’altro, di quanto l’uomo e la donna siano completamente diversi.

rain man2) ”Rain Man – L’uomo della pioggia” (1989): il film, scritto da Barry Morrow e Ronald Bass, parla di due uomini che hanno scoperto solo dopo la morte del padre di essere fratelli. Charlie Babbit (Tom Cruise) scopre che tutta l’eredità paterna è destinata unicamente a suo fratello maggiore Raymond (Dustin Hoffman). Nel momento in cui si rende conto che Raymond è affetto da autismo, decide di sequestrarlo dalla sua clinica e andare con lui a Los Angeles per prendersi parte dell’eredità che gli spetta. Per riuscire nel suo intento, Charlie cercherà di diventare il suo tutore, ma dopo aver passato del tempo insieme, scoprirà che, nonostante la malattia, Raymond è un uomo di grande intelligenza e sensibilità.

La pellicola analizza passo per passo il rapporto tra i due fratelli: l’iniziale rapimento di Raymond per finalità economiche diventa l’occasione per i due di stringere un rapporto sincero e complice come solo tra fratelli è possibile.

IMG_58673) “Will Hunting – Genio ribelle” (1998): il film, scritto da Ben Affleck e Matt Damon (quest’anno in gara come miglior attore protagonista per “The martian”) ha lanciato questi due giovani talenti nel mondo di Hollywood. Il protagonista è Will Hunting (Matt Damon), un ragazzo prodigio cresciuto senza genitori nei bassifondi di Boston, che riesce a malapena a sbarcare il lunario. La sua vita dall’oscuro passato è destinata a cambiare quando, lavorando come inserviente in una prestigiosa università, un professore di matematica si accorge della sua innata genialità. Il professore, colpito dalla facilità con cui Will risolve problemi complessi, gli procura colloqui per ottenere lavori prestigiosi, ma il ragazzo non è ancora pronto ad aprirsi agli altri e a dare frutto alle sue capacità. Ad aiutarlo a superare questi ostacoli è lo psicologo Sean (interpretato da uno straordinario Robin Williams, che vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista), che va oltre il carattere di facciata scontroso e presuntuoso di questo “genio ribelle”. Dopo aver scoperto le insicurezze e il passato sofferto di Will, Sean gli insegna a vivere correndo qualche rischio e a comprendere quanto è davvero importante per lui. La storia di Will Hunting è semplice, toccante ma incisiva: solo affrontando la realtà, facendo i conti con il proprio passato, cadendo e rialzandosi, si comprende che la felicità sta nella capacità di trovare la forza di essere se stessi.

4) “American Beauty” (2000): lo sceneggiatore del film, premiato anche come miglior film, è Alan Ball, che si è parzialmente ispirato ad alcuniamerican beauty eventi accadutogli e alla sua cinica visione della vita. Lester Burnham (Kevin Spacey) è un uomo di 42 anni depresso, prigioniero di una vita divenuta ormai grigia e monotona: detesta il suo lavoro, ha rinunciato ai suoi sogni giovanili e in casa ha perso ogni autorità, oppresso da una moglie frustrata (Annette Bening) e una figlia con scarsa autostima. La vita di Lester ha un’improvvisa svolta quando si infatua di una coetanea di sua figlia di nome Angela, che rivede in visioni a sfondo erotico, simboleggiate da petali di rose rosse. Lester, che sembra si sia risvegliato dopo un lungo sonno, riprende in mano la sua vita ed anche la sua giovinezza perduta, finché non accadrà qualcosa di inaspettato…

Nella vita della famiglia di Lester è insito un conformismo borghese; per sfuggire ai luoghi comuni, la pellicola suggerisce al pubblico di meditare sulla condizione mortale dell’uomo e sulla bellezza che lo circonda, come accade nell’enigmatica sequenza iniziale e nel monologo finale di Lester.

juno5) “Juno” (2008): il film è una commedia brillante ed originale scritta da Diablo Cody sul mondo dell’adolescenza e non solo, in cui le vite dei personaggi ruotano intorno ad un’inaspettata gravidanza. Juno uno è un’adolescente del Minnesota che vive seguendo delle regole tutte sue. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando decide di fare sesso con Bleeker (Michael Cera), il suo migliore amico dal carattere riservato. Ma quando scopre di essere incinta, Juno, dopo aver raccontato la verità a suo padre e alla sua matrigna e aver ottenuto il loro sostegno, decide di portare avanti la gravidanza e di dare in adozione il bambino ad una coppia scelta da lei. La ragazza trova i genitori perfetti in Mark (Jason Bateman) e Vanessa (Jennifer Garner), una coppia benestante che non riesce ad avere figli. Juno riconosce in Vanessa un forte desiderio di diventare mamma e sente quindi di aver fatto la scelta giusta, almeno finché Mark si rivela decisamente più immaturo del previsto, mettendo a repentaglio ogni cosa. Il film affronta con leggerezza e in maniera delicata tematiche quali i problemi degli adolescenti, la nascita di una nuova vita, l’amore, la fiducia e l’importanza della famiglia. Juno cerca di mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco, in particolare a scuola, mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza inaspettata e, allo stesso tempo, di una ragazza come tutte le altre, come quando capisce di tenere a Bleeker non solo come amico…

 6) “Milk” (2009): è un film biografico del 2008 diretto da Gus Van Sant e scritto da Dustin Lance Black, basato sulla vita di Harvey Milk (Sean Penn), primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti.

Alla soglia dei 40 anni Harvey conosce e si innamora di Scott Smith (James Franco). Insieme si trasferiscono a San Francisco e aprono nelmilk quartiere di Castro un negozio di fotografia. Ben presto nelle vicinanze del negozio inizierà a crearsi un gruppo di giovani attivisti omosessuali ed emarginati,e proprio Milk ne sarà il leader,con il soprannome di “Sindaco di Castro Street”. Sostenuto dai suoi amici, decide quindi di candidarsi come consigliere comunale per diverse volte,fin quando alla terza campagna riesce ad ottenere l’incarico e a trionfare sulla “Preposition 6″ ovvero il tentativo di bandire gli omosessuali dall’insegnamento nelle scuole della California. Nel novembre ’78 sarà assassinato da Dan White, da tempo suo oppositore che sconterà solo 5 anni di carcere. Milk era già stato protagonista del documentario “The Times of Harvey Milk” che nel 1984 vinse l’oscar come miglior documentario, dopo tanti anni ritorna nel grande schermo con Van Sant e Sean Penn che dà prova di essere ormai un grande attore. Film consigliatissimo e di grande importanza civile.

7) “Il discorso del re” (2011): La pellicola (scritta da David Seidler e diretta da Tom Hooper) racconta una parte della vita del principe Albert (Colin Firth), incoronato Giorgio VI in seguito all’abdicazione del fratello, che a causa di un problema di balbuzie si trova costretto a chiedere l’aiuto del logopedista australiano Lionel Logue (Geoffrey Rush). Grazie ai suoi stravaganti ma efficaci metodi e al sostegno della moglie Elisabetta (Helena Bonham Carter), il re riesce ad affrontare le sue fragilità e ad acquistare maggiore fiducia in se stesso. Si tratta di un’opera emozionante, commovente e dotata di elegante sense of humor, che parte dagli eventi storici, quali l’entrata dell’Inghilterra nella seconda guerra mondiale, per esplorare il dramma personale del protagonista.

IMG_58728) “Django Unchained” (2013): la settima pellicola scritta e diretta da Quentin Tarantino. Negli Stati Uniti del Sud nella seconda metà dell’800, lo schiavo Django (Jamie Foxx) si imbatte nel Dr. King Shultz (Christoph Waltz), un cacciatore di taglie di origine tedesca che ha bisogno del suo aiuto. Il dottore infatti, per poter trovare due fuorilegge, ha bisogno che qualcuno li sappia riconoscere; in cambio, Shultz promette allo schiavo la libertà e una parte della taglia. Il trionfo dell’operazione consolida tra di loro un legame non solo professionale ma anche umano che li porta ad attraversare l’America delle piantagioni e degli orrori razzisti, King alla ricerca di nuovi criminali, Django alla ricerca di sua moglie Broomhilda (Kerry Washington), venduta come schiava. Shultz inseguito, scoprirà che Broomhilda è di proprietà Calvin Candie, (Leonardo DiCaprio) un ricco latifondista. Per poter liberare sua moglie, Django insieme a Shultz elabora un piano: fingersi negrieri in cerca di lottatori di mandingo. Il film è senza ombra di dubbio un gioiellino: scoppiettante, sanguinoso, divertente ma soprattutto intelligente con dialoghi superlativi che grazie ad attori di alto calibro come Christoph Waltz (che si è aggiudicato la seconda statuetta d’oro alla seconda collaborazione con Quentin Tarantino) e Leonardo DiCaprio diventano leggendari. Non mancano come sempre gli omaggi di Tarantino agli spaghetti western! Infatti una chicca del film è il divertente cameo dell’“originale” Django Franco Nero e le numerose colonne sonore del suo amato Ennio Morricone.

9) “Her (Lei)” (2014); il film, scritto e diretto da Spike Jonze, parla di una storia d’amore non convenzionale, ambientata in un futuro non troppo lontano nel quale i computer hanno un ruolo di primo piano nella vita delle persone. Il protagonista è Theodore (Joaquin Phoenix), un uomo solo e introverso, che si lascia trascinare da una vita monotona e infelice dopo aver divorziato con Catherine (Rooney Mara), sua compagna sin dall’infanzia. Decide casualmente di acquistare un un nuovo sistema operativo, “OS 1”, basato su un’intelligenza artificiale in grado di evolvere e adattarsi alle esigenze dell’utente. Theodore sceglie una voce di interfaccia femminile e avvia il sistema, che si dà autonomamente il nome di Samantha. Samantha inizia a conoscere il mondo degli umani con Theodore, rivelando una straordinaria capacità di apprendere e svilupparsi, fino ad elaborare delle vere emozioni; lei impara a vivere e lui torna alla vita. I due instaurano un legame sempre più forte ed intimo, innamorandosi l’uno dell’altra. Inizialmente, il protagonista teme che questo legame non sia reale quanto quello con la sua ex-moglie e che vi siano degli ostacoli insormontabili; ma l’amore ha la meglio e Theodore ne è travolto con tutte le sue implicazioni. Tuttavia, Samantha è un sistema operativo dalle potenzialità illimitate, che scopre di andare oltre la percezione umana e l’amore che prova per Theodore…

La pellicola racconta una storia d’amore delicata e innovativa eppure come tutte le altre, in cui due “individui” imparano a conoscersi e amarsi. Se pensate che sia impossibile un simile rapporto, vi basti ascoltare la calda e suadente voce di Samantha, interpretata da una formidabile Scarlett Johansson, che riesce a dare anima e corpo al sistema operativo più rivoluzionario di sempre.

birdman10) “Birdman – L’imprevedibile virtù dell’ignoranza” (2015) scritto e diretto da Alejandro G. InarrituRiggan Thompson (Michael Keaton) è un attore che ha raggiunto la notorietà grazie all’interpretazione di un personaggio da cui non riesce a liberarsi: Birdman. Per dimostrare al pubblico, ma soprattutto a se stesso di essere un bravo interprete, decide di scrivere l’adattamento di “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, di dirigerlo, di interpetarlo e di portarlo a Broadway. La star tuttavia deve fare i conti con un nuovo attore appena entrato nel cast, Mike Shiner (Edward Norton), giovane ambizioso e decisamente nevrotico. A causa quindi del testo teatrale, del suo passato ma soprattutto a causa del suo Ego, egli comprende che mentre il supereroe Birdman riusciva a “dominare” il mondo, a volare sul mondo, lui non ha mai dimostrato capacità tali da confrontarsi con il mondo se non sul palcoscenico.  Alejandro G. Inarritu si avvale di un cast di eccezione: Naomi Watts, Emma Stone, Zach Galifianakis e dei superlativi Edward Norton e Michael Keaton (vincitore del Golden Globe come migliore attore protagonista in un film commedia/musicale), per mettere in scena -attraverso dei dialoghi geniali ed esuberanti- la fragilità umana con tutte le sue contraddizioni. Lo spettatore si sente coinvolto dall’inizio alla fine, fino a rimare affascinato, grazie all’ espediente filmico del Piano Sequenza.

Valeria e Federica di Film Italia

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