DiCaprio: “Non ho fatto il film per l’Oscar”

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Il divo di Hollywood ha presentato a Roma insieme al regista Iñárritu ”Revenant-Redivivo”, da oggi nelle sale

Pochi giorni dopo la nomination (la sesta) agli Oscar come Miglior attore protagonista, Leonardo DiCaprio è arrivato nella Capitale. Qualche chilo in più non ha tolto all’attore di L.A. – del quale va riconosciuto naturalmente prima il valore artistico – quello charme che affascina da tanti anni giovani e non.

Venerdì sera alla Casa del Cinema a Villa Borghese centinaia di fan lo hanno atteso sin dalla prima mattina per fare un selfie con lui e avere un autografo durante la première romana di Revenant-Redivivo, da oggi (sabato 16) nelle sale italiane. Stamattina la scena si è ripetuta, anche se in forma ridotta, davanti all’hotel St.Regis dove, però, i fan se ne sono dovuti tornare a casa a mani vuote.

In un incontro blindatissimo con la stampa italiana (vietati foto e video), il divo si è concesso a qualche domanda in una delle sale dell’albergo a cinque stelle vicino piazza della Repubblica, prima delle interviste televisive, per poi ripartire nel pomeriggio e proseguire il tour promozionale del film insieme al regista messicano Alejandro González Iñárritu, presente anch’egli nella Capitale.

La pellicola della 20th Century Fox, distribuita in Italia in 500 copie, è stato un lavoro incredibilmente duro per l’attore. Realizzato, però, senza pensare alla possibilità di essere candidato agli Academy Awards. “Abbiamo dedicato un anno della nostra vita a questo film. E ricevere la candidatura agli Oscar (il film ne ha ottenute complessivamente dodici, ndr) è qualcosa di importante e lusinghiero. Ma non abbiamo fatto il film per questo motivo - ha svelato DiCaprio – Vogliamo che il pubblico lo vada a vedere. Così da spingere gli Studios a continuare a rischiare per produrre lavori di questo tipo. Un’epopea artistica su larga scala, che si vede raramente”.

Iñárritu e il direttore della fotografia (anch’egli messicano) Emmanuel Lubezki - come era capitato già nei loro precedenti lavori – sono “partiti da un’idea filosofica per sviluppare il film. E’ stato un processo complesso a portarci alla tensione drammatica che c’è nella pellicola – ha spiegato il regista – Coreografare ogni cosa: questo è stato il mio lavoro nei lunghi mesi di riprese. Penso a questo lavoro come a un documentario. Ho apprezzato un giornale che ha scritto un articolo sul film titolandolo: National Leographic“.

Nel film DiCaprio, nei panni del cacciatore di pellicce Hugh Glass, affronta un percorso spirituale e fisico che lo spettatore vive appieno attraverso una scelta registica molto netta. Ci si sente parte diretta dell’esperienza di un uomo che, vagando per terre impervie e innevate nel nord America dell’inizio dell’Ottocento, persevera e si spinge oltre ogni limite di sopravvivenza. “Il sangue che sporca l’obiettivo fa percepire a livello viscerale ciò che vivono i personaggi, i loro sentimenti più profondi e intimi, oltre a entrare nel mondo della natura” ha aggiunto l’attore.

Durante le riprese di Revenant-Redivivo, DiCaprio ha realizzato anche un documentario sul cambiamento climatico, visto il suo attivismo ambientalista. “Ho voluto partecipare a questo progetto. Il 2015 è stato l’anno più caldo. E quello che sta accadendo tra i vari Paesi del mondo, dopo la Cop21, è il segno che si sta facendo qualcosa di importante su questo tema”.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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