David2016, and the winner is “Lo chiamavano Jeeg Robot”

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Sette statuette per l’opera prima di Gabriele Mainetti, “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese è il Miglior film. Solo un premio per “Non essere cattivo”

Claudio SantamariaLuca Marinelli, Ilenia Pastorelli e Antonia Truppo sono i migliori attori protagonisti e non della 60esima edizione dei David di Donatello e soprattutto del film Lo chiamavano Jeeg Robot. L’opera prima di Gabriele Mainetti (vincitore anche del premio come Migliore regista esordiente) è riuscito a portarsi a casa ben sette statuette nella serata di premiazione che si è svolta negli Studi di via Tiburtina a Roma condotta dallo spumeggiante Alessandro Cattelan e trasmessa da Sky Cinema.

Il Miglior film è stato Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, appena di ritorno dal Tribeca Film Festival, mentre anche Il racconto dei racconti-Tales of Tales di Matteo Garrone (vincitore della Migliore regia) ha ottenuto grandi successi con sette statuette. Delusione per Non essere cattivo di Claudio Caligari che su sedici nomination, conquista solo un premio tecnico.

Lo chiamavano Jeeg Robot - presentato all’ultima Festa del cinema di Roma e vincitore al Bif&st - ha avuto la sua rivincita dopo aver atteso cinque anni prima di essere realizzata a causa della mancanza di produttori. Anche il regista si è impegnato sotto questo aspetto, tanto da aver vinto anche la statuetta come Migliore produttore. “Rai Cinema ha dato un calcio iniziale al film e Lucky Red lo ha portato a compimento” ha detto Mainetti, che ha poi ringraziato i suoi “attori così coraggiosi”.

Claudio Santamaria ha ricordato dal palco la sua agente Graziella Bonacchi, scomparsa neanche un anno fa, mostrando ai presenti il suo nuovo taglio di capelli (nascosto inizialmente da un cappello con visiera) per il prossimo film. marinelli

“Ich liebe euch (Vi amo, ndr)” ha detto, invece, Luca Marinelli (nella foto) in tedesco (da tempo vive a Berlino) alzando la statuetta per la sua splendida interpretazione di Lo chiamavano Jeeg Robot e rivolgendosi a famiglia e amici – Non so che altro dire. Finisco così, guardandovi, perché é bellissimo”.

Anche le statuette come Migliori attrici protagonista e non sono andate a Ilenia Pastorelli e Antonia Truppo. ”Ringrazio Gabriele Mainetti che ha battuto tutti i pregiudizi e mi ha fatto scoprire un’arte e una passione, tirando fuori l’attrice che è in me” ha detto l’ex gieffina alla sua prima prova di fronte alla macchina da presa.

Lo chiamavano Jeeg Robot è andato anche un premio tecnico, Miglior montatore (Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti), chiudendo a sette statuette su sedici nomination. Le stesse ricevute da Non essere cattivo, che si aggiudica solo il premio come Miglior fonico di presa diretta (Angelo Bonanni).

La pellicola di Caligari, in lizza anche come Miglior Film, è stata battuta dal successo al botteghino di Paolo Genovese Perfetti Sconosciuti, che si è anche aggiudicato la Migliore sceneggiatura scritta dal regista insieme a Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini e Rolando Ravello. “Questo film racconta di segreti e bugie. E io voglio dedicare alla verità questo David” ha detto Genovese, mostrando l’adesivo “Verità per Giulio Regeni”.

Sette le statuette anche per Il racconto dei racconti-Tales of Tales diretto da Matteo Garrone che vince la Miglior regia, mentre la pellicola conquista i premi come Migliore autore della fotografia (Peter Suschitzky), Migliore scenografo (Dimitri Capuano e Alessia Anfuso), Migliore Costumista (Massimo Cantini Parrini), Migliore truccatore (Gino Tamagnini) e Migliore acconciatore (Francesco Pegoretti).

Doppietta, infine, per Youth-La giovinezza di Paolo Sorrentino - presente alla serata e protagonista di un divertentissimo video di inizio serata con Cattelan – che porta a casa i premi per la Migliore canzone Simple Song #3 (interpretata da Sumi Jo) e Migliore musicista David Lang.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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