David di Donatello, “Ninì” promette di dare spettacolo

Ninì

Il corto candidato e in corsa verso il Premio

Si avvicina la fatidica serata dei David di Donatello e inizia il totopremiati. Di fronte a tante scommesse e dubbi, una certezza: le rose dei candidati.

Tra questi, nella sezione cortometraggi, troviamo “Ninì” di Tullio Imperatore, scritto dal regista e da Tommaso Sacco e girato a Napoli, nell’ex fagioneria della reggia di Portici, una struttura del ’700 affascinante e misteriosa al tempo stesso.

“Ninì” segue il tragico tramonto di un’attrice di successo divorata da una psicosi causata dalla mancata accettazione del suo triste destino. Situazione questa che la induce a commettere atti di efferata violenza.

Ninì, interpretata da Cristina Donadio, è un’acclamata attrice di teatro che si vede rubata la scena da Eva (Alessia Reato) la quale con la sua bellezza e il suo talento conquista i cuori di critica e registi. Arturo (Tommaso Sacco) nipote di Ninì entra nella vita dell’attrice a pochi anni e il suo arrivo destabilizza completamente la vita della famosa Ninì. Quando Arturo dichiara alla zia il suo amore per Eva, Ninì accecata dalla gelosia, impazzisce,  stroncando la vita del nipote.

Questo atto la tormenterà e non le lascerà pace, finché non troverà il modo per riscattarsi.

Ci racconta lo sceneggiatore e interprete, Tommaso Sacco:

“Il film ha come tema l’ossessione, in questo caso,  un tour de force nella mente debole di chi ha bisogno del continuo consenso del “pubblico”, di colui che non si ferma mai davanti a nulla pur di raggiungere uno scopo. Mi affascinava esplorare questo elemento perché credo fortemente ci siano delle piccole ossessioni in ognuno di noi: d’amore, lavorative, fisiche ed anche emotive”.

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