“Chiamatemi Francesco”, il Papa raccontato sul grande schermo

chiamatemi francesco

Dal 3 dicembre, arriva nelle sale il nuovo film diretto da Daniele Luchetti che racconta l’uomo, le sue scelte e il suo carattere

Non è facile scrivere di questo film per chi, come me, ha nel sangue le ferite della dittatura argentina. Proverò a farlo perché credo che il merito più grande che la pellicola avrà quando sfonderà ai botteghini di tutta Italia, sarà proprio quello di far conoscere a tutti una tragica parte della nostra storia. Dico “nostra” perché la maggior parte dei trentamila desaparecidos argentini, tra cui parte della mia famiglia, erano di origine italiana. Si, credo che l’importanza di questo film- inchiesta consisterà non tanto nell’avvicinare ancora di più la gente al Papa (se mai fosse possibile) quanto nello sfondare il muro dell’oblio causato prima dalla politica e poi da un certo modo superficiale di fare scuola (difficilmente nelle classi si arriva a studiare gli anni Settanta).  Sarà presentato in anteprima in Vaticano martedì prossimo di fronte a settemila bisognosi. Non si sa se il Papa sarà alla visione del film ma,  Valsecchi si ritiene già soddisfatto per il commento del cerimoniere: “Don Guglielmo Karcher,  dopo aver visto il film, è stato per un momento in silenzio e poi ha detto: ‘Avete fatto un buon film’.

Negli anni della giovinezza Jorge è un ragazzo come tanti, peronista, con una fidanzata, gli amici, e una professoressa di Chimica, Esther Ballestrino, cui rimarrà legato per tutta la vita. Tutto cambia quando la vocazione lo porterà a entrare, poco più che ventenne, nel rigoroso ordine dei Gesuiti. Chiamatemi Francesco è il racconto del percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos Aires, alla guida della Chiesa Cattolica. È un viaggio umano e spirituale durato più di mezzo secolo, sullo sfondo di un paese – l’Argentina – che ha vissuto momenti storici controversi, fino all’elezione al soglio pontificio nel 2013.

Non è stato facile fare un film sul papa senza interlocutori: Daniele Luchetti, il regista, lo ha spiegato bene durante  la presentazione all’Adriano, a Roma: andò a Buenos Aires con Pietro Valsecchi e poi con Martin Salinas, sulle tracce di Bergoglio, in cerca dei suoi amici, di chi lo aveva conosciuto bene. Il rischio santino era dietro l’angolo e bisognava evitarlo per raccontare l’uomo, il suo carattere e le sue scelte. Dopo aver prodotto film su Borsellino, Maria Montessori, Giorgio Ambrosoli, ora Valsecchi ha voluto provare a raccontare l’uomo più famoso del mondo, che due anni fa nessuno conosceva fuori dall’Argentina. “Ad unire i  personaggi raccontati in questi film – ha spiegato durante la presentazione – il fatto che rappresentano persone che nel compiere il loro dovere quotidianamente hanno insegnato ad altri il coraggio e la forza di credere fino in fondo ai loro ideali”.

682a9358-2836-40a6-ba1e-eda6aac1d303Chiamatemi Francesco, il primo film sul Papa, firmato da Daniele Luchetti (Il portaborse, La nostra vita). Durante la terribile dittatura militare di Videla, Bergoglio viene nominato, seppur ancora molto giovane, Padre Provinciale dei Gesuiti per l’Argentina. Questa responsabilità in un momento così tetro metterà alla prova, nel modo più drammatico, la fede e il coraggio del futuro Papa. Jorge nonostante i rischi si impegnerà in prima persona nella difesa dei perseguitati dal regime – ma pagherà un prezzo umanamente altissimo vedendo morire o “scomparire” alcuni tra i suoi più amati compagni di strada.
Da questa esperienza Bergoglio uscirà cambiato e pronto a vivere il suo impegno futuro nella costante difesa degli ultimi e degli emarginati. Divenuto Arcivescovo di Buenos Aires continuerà la sua opera di aiuto agli abitanti delle periferie, difendendoli dalle sopraffazioni del potere e promuovendone la crescita individuale e collettiva. Il racconto si conclude con l’indimenticabile serata in cui, in una piazza San Pietro stracolma di folla, Jorge Bergoglio vestito di bianco e con una croce di ferro, saluterà il mondo con il nome di Francesco, con la schietta semplicità e l’umanità profonda con cui tutti siamo abituati a conoscerlo. Nelle sale dal 3 dicembre – a pochi giorni dall’inizio del Giubileo, l’8 dicembre – e sarà senza dubbio il film più visto nei prossimi mesi. Quasi settecento copie sono già state vendute in quaranta Paesi del mondo sia nella versione cinematografica che in quella televisiva.

Anna Maria De Luca

 

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