Capitan Harlock 3D: il ritorno del pirata spaziale creato da Leiji Matsumoto

capitan harlock 3d

Nuova avventura per l’equipaggio dell’Arcadia

Era il 1976 quando in Giappone veniva pubblicato il primo numero di Capitan Harlock, pirata spaziale creato da Leiji Matsumoto, come tutti oggi lo conosciamo. Da allora almeno tre generazioni di ragazzi in tutto il mondo  sono cresciuti con il manga e le varie serie animate che vedono protagonista il “pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel ha cambiato in astronave il suo velier”, basti pensare che in Francia la generazione dei 40enni di oggi è chiamata Generazione Albator (nome che il personaggio assunse nell’edizione Oltralpe) e che in Italia è praticamente impossibile trovare qualcuno che non conosca la sigla del cartone.

A 21 anni di distanza dall’unico vero lungometraggio realizzato nel 1982, Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza, il pirata spaziale torna al cinema con una nuova avventura che scrive da zero le origini in Capitan Harlock 3D – Il futuro è già passato, che arriverà nei cinema dal 1° gennaio 2014.

Anno 2977: per porre fine alla guerra fratricida che si era scatenata tra i terrestri che sognavano di tornare sulla Terra, la potente Coalizione Gaia dichiarò il Pianeta Azzurro luogo sacro ed inviolabile. Da cento anni l’equipaggio della nave pirata Arcadia guidata dal misterioso Capitan Harlock si oppone alla Coalizione per far conoscere la verità a tutti i terrestri che abitano il cosmo e per riportare la Terra al suo antico splendore.

Scrivere le origini di un personaggio e contemporaneamente fornigli nuova linfa è sempre un impresa ardua e rischiosa, e lo è ancora di più se il personaggio in questione da quasi 40 anni è un’icona della cultura e dell’immaginario mondiale. Scrivere da capo un personaggio amato come Capitan Harlock non era semplice e il film diretto da Shinji Aramaki e sceneggiato da Harutoshi Fukui e Kiyoto Takeuchi è riuscito nell’impresa solo in parte.

space-pirate-captain-harlock-poster-japan_midSe da una parte Capitan Harlock mantiene il suo inconfondibile aspetto a partire dalla divisa nera, la spada della gravità e dagli immancabili cicatrice sul volto e benda sull’occhio, non si può dire lo dire lo stesso del suo carattere. Pur mantenendo il suo essere idealista, la sua fermezza nel perseguire il suo scopo e il suo coraggio,  vengono meno le tre caratteristiche caratteriali principali che lo hanno reso l’icona che è: il mistero, il suo romanticismo e la malinconia.

A differenza del fumetto e della prima serie animata, in cui della vita passata di Harlock si sa solamente che ha perso il suo miglior amico, l’alone di mistero che circonda il pirata viene letteralmente spazzato via con un flashback in cui si viene a conoscenza del motivo che ha portato il protagonista ribellarsi alla Coalizione Gaia e di quei segreti che lo hanno reso la leggenda che i terrestri conoscono. Rivelazioni che lo fanno divenire un personaggio  tormentato come tanti e che ha commesso un’imperdonabile errore che grava sulla sua coscienza, il suo peccato originale. Come se non bastasse non vengono praticamente mostrati il suo romanticismo, infatti vedendo il film si ha l’impressione che Harlock combatta più per vendetta che per il bene dell’umanità nonostante questi meriti la condizione in cui si trova, e la sua malinconia, caratteristica principale di un uomo che non teme nulla ma che ha un’incolmabile vuoto nell’anima. Vuoto dovuto alla perdita del suo migliore amico, del cui spirito che pervade la nave si perde quasi del tutto traccia.

Un Capitan Harlock che è uno dei tanti Harlock possibili nell’universo creato da Matsumoto, dove non esiste continuity,  sicuramente più dark e meno misterioso rispetto all’originale ma che in ogni caso resta il motore dell’azione poiché ogni decisione presa da ogni singolo personaggio ruota intorno al comandante dell’Arcadia.                                                                harl2

Non convincono del tutto neanche le nuove versioni di Yuki, Meeme e Yattaran, fedeli compagni di Harlock. La prima da esperta piratessa spaziale diviene poco più di una donna risoluta in costante pericolo, Meeme oltre a subire una profonda revisione fisica  diviene custode di un segreto conosciuto solo dalla sua gente e la sua completa devozione ad Harlock e la sua forza d’anima vengono solamente accennati. Ma è il vicecapitano Yattaran il personaggio più stravolto, nel fisico e nel carattere. Non solo il personaggio diviene più alto ma vengono meno anche la sua passione per il modellismo, la sua spensieratezza e la sua permalosità anche molto più attivo rispetto all’originale, in compenso mantiene la sua determinazione.

Personaggio completamente nuovo è Logan, vero protagonista della vicenda. Il ragazzo, che prende il posto del protagonista del fumetto Tadashi Daiba, come Harlock è macchiato da un peccato originale cui sta cercando di rimediare compiendo azioni che non lo rispecchiano. Un ragazzo combattuto tra ciò che è giusto e ciò che deve fare, confuso ed infuriato con il mondo e con se stesso come ogni adolescente. Un ragazzo così confuso da cambiare idea repentinamente, anche troppo.

capitain harlock 3DModificata nel profondo anche l’Arcadia. Visivamente la nave spaziale mantiene la caratteristica poppa in stile galeone pirata e il blackjack con il teschio ed ha una forma squadrata come ne L’Arcadia della mia giovinezza, in cui la prua ha come polena un minaccioso teschio, ed acquista anche una maggiore potenza di fuoco costituita da cannoni che ruota intorno ad essa. Una nave che diviene allo stesso tempo minacciosa ed eterea grazie anche alla densa nube che la precede ad ogni apparizione, vero e proprio fantasma spaziale, come il suo capitano.

Ma l’Arcadia perde anche lo spirito di gioia che da sempre caratterizza. Non ha caso Matsumoto scelse di chiamare la nave pirata come il mitologico luogo idilliaco dove vivere in pace, un luogo dove l’equipaggio si sente così al sicuro da svagarsi nei modi più disparati nei momenti di calma. La nave nel film invece acquista le caratteristiche del suo comandante divenendo un luogo cupo e freddo, custode di oscuri e terribili segreti.

E’ pur vero che Matsumoto ha abituato i suoi fan ai profondi cambiamenti portati alla noncontinuity narrativa e ai suoi personaggi nelle varie serie e che Capitan Harlock 3D ha anche lo scopo di far conoscere l’Arcadia ed il suo equipaggio alle nuove generazioni, ma cambiamenti così radicali, dei personaggi e non solo, potrebbero non entusiasmare chi è cresciuto con l’opera del mangaka.

Nonostante le differenze con il prodotto originale ed una sceneggiatura in cui la storia dai richiami shakespeariani, con tanto di lotta fratricida e personaggi che sopportano il peso di un peccato originale (Harlock e Logna), risulta anche fin troppo prevedibile in alcuni punti, Capitan Harlock 3D riuscirà a conquistare vecchi e nuovi fan grazie ad un ritmo che spinge sull’acceleratore nei momenti giusti (l’azione è rallentata solo dai flashback), a battaglie e combattimenti che ricordano saghe sci-fi come Star Wars  e ad un’animazione in CGI strepitosa. Per non parlare della regia di Shinji Aramaki che porta lo spettatore nel vivo della vicenda, in cui il 3D ha il (solo) pregio di aumentare la profondità di campo.

Puro intrattenimento.

 

2 Comments

  1. Fabio Maria Piacentini

    29 dicembre 2013 at 10:23

    Non concordo, non l’ho affatto trovato così stravolto. Il succo della storia è solo attualizzato ma non così tanto modificato. Inoltre se si conosce l’intera produzione di Matsumoto, Harlock è già apparso in una versione così cupa. In alcune sue apparizioni è quasi un cattivo. Lo stesso maestro ha affermato di non essere interessato a dare una continuity realistica ma più ad usare i suoi personaggi come attori, cui dare di volta in volta dei ruoli da interpretare.
    Da appassionato del personaggio sin da quando ero bambino, il film mi ha convinto completamente e mi ha provocato fremiti di eccitazione e malinconia. Unica pecca a mio avviso è l’animazione delle bocche dei personaggi, che si muovono veramente in maniera inpercettibile.

    • Emanuele Bianchi

      30 dicembre 2013 at 12:00

      Ciao Fabio, anche io sono appassionato e so bene che Matsumoto e la continuty non vanno d’accordo, cosa che ho ben specificato, rispetto al fumetto (mio punto di riferimento) i personaggi e la nave hanno subito un cambiamento non da poco. Ma come hai detto anche tu Matsumoto si diverte a cambiare le carte in tavola ogni volta. Che da una parte è stimolante perché ti da versioni alternative di uno stesso personaggio, dall’altra è spiazzante perché ribalta il tutto.

      A me il film è piaciuto ma non mi ha convinto del tutto, anche perché la storia in se è abbastanza prevedibile, ma in ogni caso è da vedere.

      Per quanto riguarda l’animazione delle bocche concordo, e non è il primo film in CGI che ha questo difetto.

      In ogni caso grazie per il tuo commento, è sempre un piacere uno scambio di opinioni, anche perché Harlock è uno di quei personaggi che ha infinite chiavi di letture e si potrebbe parlarne per ore…e continua a seguirci!

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