Cannes69, apre il nostalgico Allen con “Café Society”

café society

Il regista americano ci riporta indietro nel tempo con una commedia sentimentale e malinconica

C’era una volta Woody Allen. Quel regista che magicamente era in grado di affascinare con commedie romantiche e nostalgiche. Anche per l’apertura del Festival di Cannes, arrivato alla sua 69esima edizione, il cineasta americano ripropone un film dei suoi dal titolo Café Societyammiccando però a qualcosa di già visto e senza dirci molto di nuovo.

Ambientato tra New York e Los Angeles, negli anni Trenta, il film racconta la storia del giovane Bobby, impersonato da Jessie Eisenberg (che neanche due mesi avevamo visto nei panni dell’instabile Lex Luthor in Batman vs Superman). A caccia di fortuna a Hollywood dove lavora lo zio agente delle grandi star del cinema incontra la coetanea Vonnie e si innamora di lei. In realtà, la ragazza (Kristen Stewart) ha una storia clandestina proprio con lo zio (Steve Carell), indeciso inizialmente nel lasciare la moglie o meno, ma che poi prenderà una decisione cambiando i destini dei protagonisti.

“La vita è una commedia scritta da un autore sadico” dice Bobby nel film. Il tempo passato non torna più e Allen lo ribadisce in questo film, come aveva fatto in suoi film precedenti. Si respira una nostalgia costante nella pellicola, un senso di insoddisfazione dovuto alla mancata realizzazione di qualcosa che si avverte nei protagonisti fino alla fine del film, nonostante ci siano molti momenti ironici ai quali ci hanno abituato le buone e sofisticate commedie sofisticate del regista, che qui racconta da narratore il suo “romanzo pieno di personaggi”.

Woody Allen è già la terza volta che apre il Festival di Cannes. Cinque anni fa lo aveva fatto con Midnight in Paris, uno degli ultimi suoi film più riusciti. Anche quella una commedia romantica dal sapore nostalgico per i tempi passati e ormai perduti. Che non tornano più, come i grandi film di Woody.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.



Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>