Cannes2016, Paolo Virzì si dà a “La pazza gioia”

pazza gioia

Prima di approdare sulla Croisette, il regista fa tappa a Roma: “Mi piace raccontare storie di donne sbagliate”

Ha scritto la sua ultima pellicola con l’amica “fraterna” Francesca Archibugi. E ora è pronto a partecipare al Festival di Cannes (che definisce “una calamita dell’ego dei registi”) nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. Paolo Virzì sarà sulla Croisette il prossimo 14 maggio con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, protagoniste de La pazza gioia. Prima, però, ha voluto presentare insieme al cast alla stampa italiana, al cinema Adriano di Roma, il suo dodicesimo film che ha riscosso grandi apprezzamenti.

La pellicola del regista livornese racconta dell’incontro di due donne – Beatrice Morandini Valdirana, che dice di essere nobile e in intimità con i potenti, e Donatella Morelli, giovane fragile e silenziosa che custodisce un doloroso segreto – in una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, dove sono sottoposte a misure di custodia giudiziaria.

“La psicopatologia corre spesso nelle nostre storie” ha spiegato Virzì che ha aggiunto: ”Mi interessa raccontare le storie di donne non virtuose, quelle sbagliate, escluse. E aver scritto questo film con Francesca è stato prezioso. L’idea è nata mentre giravo Il capitale umano. Ho immaginato un finale diverso per la signora Bernaschi interpretata da Valeria. Lei che scappava dalla festa in villa rotolando giù dalla collina. Quando l’ho vista rifare la scena più volte, senza controfigura, ho scoperto una voglia di follia e di fuga e ho immaginato per la prima volta Beatrice”.

Anche l’incontro su quel set tra la Ramazzotti, moglie di Virzì, e la Bruni Tedeschi – “Camminavano da sole tenendosi la mano e Micaela seguiva Valeria con un misto di fiducia e terrore” – ha spinto il cineasta a scrivere una pellicola sulle due donne. “Abbiamo sviluppato un film su due esseri umani ed è bello creare un testo quando si hanno già gli attori” ha aggiunto la Archibugi.

Per Valeria Bruni Tedeschi “la paura nel leggere una sceneggiatura tanto chiara e complessa è stata: sarò all’altezza? Il lavoro principale era chiedere al mio super io di andare un po’ in vacanza. Per qualche ora al giorno non c’è stato ed è stato molto liberatorio”. La Ramazzotti, invece, ha visitato gli ospedali psichiatrici ed è partita nella costruzione del suo personaggio dall’aspetto. “La pazza gioia è un’euforia irragionevole. Queste due donne si prendono per mano e riescono a entrare in contatto”.

La pazza gioia sarebbe dovuto arrivare nelle sale il 3 marzo. Poi l’uscita è stata posticipata (martedì 17 maggio) dopo “una lettera toccante da Cannes – ha svelato Virzì – E’ un onore che la première mondiale del film si terrà alla Quinzaine, che credo accolga un cinema innovativo e interessante. Sarà emozionante condividere questa esperienza anche con altri cineasti come Giovannesi, che io e la Archibugi abbiamo selezionato al Centro sperimentale, e un monumento del cinema d’autore italiano come Bellocchio”.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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