Finalmente Bridget Jones è tornata!

locandina bridget

Dal 22 Settembre arriva in sala Bridget Jones’s baby, il migliore della serie.

Si è fatta attendere per dodici anni ma alla fine ha accontentato i suoi fan ed è tornata sul grande schermo, in quello che forse è il migliore dei tre film. E’ Bridget Jones, ovvero la biondina inglese – interpretata dall’americanissima Renée Zellweger – più amata di sempre, quella impacciata, che fa gaffe una appresso all’altra, che combatte con la ciccia, canta a squarciagola All by myself mangiando dolci, ha una madre eccentrica e nei primi due film era divisa sentimentalmente tra il playboy Daniel, interpretato da Hugh Grant, e il serioso Mark Darcy, ovvero Colin Firth, un avvocato di successo della City.

La locandina di Bridget Jones’s Baby la ritrae tra Colin Firth, appunto, e il Patrick Dempsey che molti conoscono come Derek Sheperd, marito di Meredith Grey in Grey’s Anatomy. Considerati dunque il poster e il titolo, è facile immaginare che la povera Bridget ne abbia combinata un’altra delle sue, rimanendo incinta senza sapere chi dei due sia il padre del bambino.

Vi domanderete come mai sia di nuovo alle prese con due uomini visto che nell’ultimo film l’avevamo lasciata felice tra le braccia del suo Mark: vi risponderà lei stessa nel corso della narrazione, non è certo una che si tira indietro di fronte ai racconti. Il suo diario infatti è onnipresente e fido destinatario dei suoi dolori, dei suoi dubbi e delle sue frustrazioni. E delle nostre risate.

bridget battesimoDella trama si può svelare ben poco, quello che è certo è che Sharon Maguire, dopo aver diretto l’indimenticabile primo capitolo della serie, ha dato il massimo, confezionando uno di quei rari esempi di film in cui succede di perdersi qualche battuta perché si sta ancora ridendo a crepapelle per quella precedente. Bridget Jones’s Baby è infatti un turbinio di sequenze esilaranti che hanno per protagonista non solo la Zellweger ma anche la sua collega Miranda – interpretata da Sarah Solemani – che per l’occasione non mancherà di rotolare in un’enorme palla di plastica, andando a schiantarsi proprio di fronte a Ed Sheeran, poco prima ignorato e insultato, e soprattutto Emma Thompson, eccezionale new entry nei panni della ginecologa di Bridget, che mi fa venir da ridere solo al ricordo delle sue numerose freddure.

Dalla comica chiamata di auguri da parte dei genitori fino al momento del travaglio, ce n’è davvero per tutti i gusti: si ride fino alle lacrime, ci si muove sulla poltrona al ritmo dei brani pop scelti accuratamente per l’occasione e sì, ammettiamolo, si fa il tifo un po’ per l’americano Jack e un po’ per l’inglese Mark, per quanto il risultato sia facilmente prevedibile. Ma la regista e lo sceneggiatore David Nicholls sono stati bravissimi: i colpi di scena non mancano e mantengono alte curiosità e tensione fino all’ultima inquadratura.

Ormai 43enne, Bridget deve stare attenta a non mandare in pensione le sue ovaie, come le ricorda la madre, e prima di diventare una “zitella verbalmente incontinente”, dovrà darsi da fare per trovare finalmente un uomo. Quale occasione migliore di un festival musicale, con tanto di tendopoli e un’amica irrefrenabile? Inizia così la nuova avventura della single più divertente del grande schermo che, come prima cosa, si schianta nel fango venendo recuperata dal fascinoso Jack, Patrick Dempsey, per poi ritrovarsi a fare da madrina al figlio di un’amica insieme al suo ex Mark, in una spirale di situazioni surreali, imbarazzanti e per noi che le guardiamo, spassosissime.

bridget partoTra citazioni di Downton Abbey e Ufficiale e Gentiluomo, il buffo cameriere di un ristorante italiano e una serie di romantiche sequenze con protagonista il dottor Stranamore di cui in tante, ammettiamolo, sentivamo la mancanza dopo la dipartita in Grey’s Anatomy, il film è talmente riuscito che non sono mancati applausi fragorosi neanche durante la proiezione per la stampa, la quale ha accolto entusiasta il nuovo capitolo di una serie che, visto il finale a sorpresa, potrebbe riservare un ulteriore seguito. Poco dopo la pessima campagna del Fertility Day, arriva la risposta tutta british con due ore e cinque minuti di divertimento allo stato puro. Un film imperdibile!

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