BLADE RUNNER 2049. No spoiler, no streaming please

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Denis Villeneuve ha ragione, il sequel di Blade Runner merita davvero di essere visto con un atteggiamento vergine. Per l’uscita di Blade Runner 2049 il regista canadese ha infatti chiesto alla stampa di essere così cortese da non voler rovinare al pubblico l’esperienza della prima visione del film descrivendo in anteprima la storia e i dettagli più interessanti di cui esso è ricco.  E dopo aver visto il film non si può che convenire con Villeneuve.

Di poche, pochissime opere sarebbe corretto semplicemente consigliare la visione omettendo il racconto della storia o fornendo una quantomeno vaga descrizione del film, ma Blade Runner 2049 è senza dubbio una di queste. Il favore più grande che si possa fare infatti ad un appassionato di cinema in attesa di vedere il film è proprio quello di lasciare che goda di queste 2 ore e 45 minuti di proiezione senza precostituirsi alcuna immagine o aspettativa antecedente.

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Blade Runner 2049 porta in ogni suo aspetto il ricordo e l’impronta del primo capolavoro di Scott ma al tempo stesso riesce a distaccarsene fortemente. La storia è nuova, ma altrettanto avvincente, i contenuti sono diversi, ma sono anche la diretta e legittima derivazione dei temi affrontati nel primo film, gli ambienti e i personaggi richiamano quelli della pellicola del 1982, ma ognuno e ogni cosa ha una sua identità indipendente, frutto del passato e naturale evoluzione rispetto ad esso.

Scenari e musiche emozionano e sorprendono come il primo film e reggono il confronto con esso senza cercare di emularlo.  Blade Runner 2049 è un’esperienza che va goduta al cinema per apprezzare a pieno le spettacolari sequenze e per seguire lo sviluppo di una storia ben costruita e lineare, ma dai risvolti e dai contenuti per nulla semplici o scontati.

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La diversità, la vita, l’esistenza dell’anima e il rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia sono sempre al centro del racconto, ma tutto è affrontato con una sorprendente capacità di immaginazione. Se è vero che i film di fantascienza servono molto di più a dare una lettura del presente che un’immagine di un possibile futuro, Blade Runner 2049 consente di considerare questioni attuali e universali come queste con un lirismo e una fantasia che aprono la mente.

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Genialità e distruzione, vita e anima, tecnologia e ambiente, sviluppo e schiavitù sono i grandi opposti che si scontrano nei dialoghi, nelle relazioni e negli ambienti di Blade Runner 2049 in un racconto dai continui richiami evocativi e simbolici. Ryan Gosling costruisce un personaggio di spessore e credibile in ogni dettaglio e Harrison Ford non rappresenta un semplice contributo a omaggio del passato successo. Se da un lato le brevissime apparizioni di Jared Leto descrivono, più che una persona, il ritratto di un personaggio, un po’ statico, ma rispondente al ruolo, dall’altro Robin Wright riesce, come è nel suo stile, a toccare alte punte di intensità espressiva anche nello spazio di poche scene.

E ancora una volta sorprende che per comprendere cosa sia un uomo e cosa lo renda veramente umano lo si debba mettere a confronto con creature non umane.

Vania Amitrano - Laureata in Lettere, amante dell’arte, dello spettacolo e delle scienze umane, autrice di testi di critica televisiva e cinematografica. Ha insegnato nella scuola pubblica e privata.



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