The birth of a nation, l’eredità di un folle sacrificio

The birth of a nation

The birth of a nation – Alla Festa del Cinema di Roma il tema del razzismo si fonde con quello dell’orgoglio di un popolo

Ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio del pubblico al Sundance Film Festival 2016, The birth of a nation in questi giorni è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. Un progetto fortemente sentito, voluto e prodotto da Nate Parker, attore e attivo sostenitore di Barak Obama, che ne firma la sceneggiatura e la regia e di cui è anche interprete principale.

Nate Parker

The birth of a nation è racconta la storia di Nat Turner, lo schiavo che nel 1831 guidò la rivolta contro i proprietari terrieri bianchi nella Contea di Southampton in Virginia. Nate Parker in questo suo esordio alla regia descrive e interpreta in modo straordinario questo personaggio, a lui evidentemente molto vicino a cominciare dal nome.

Nat era uno schiavo che sin da bambino aveva dimostrato una intelligenza molto vivace che gli permise di imparare a leggere e scrivere nonostante la sua condizione. Fu educato a coltivare una profonda religiosità che sfociò ben presto in un fervente misticismo . La profonda conoscenza dei testi sacri lo spinse sempre più a diventare una sorta di guida spirituale per gli schiavi neri, che trovavano nella religione la loro unica speranza  di libertà e salvezza.

Intensamente drammatico fino a diventare quasi atroce, The birth of a nation racconta una porzione significativa della storia dello schiavismo in America vista in una prospettiva di rinascita, tragica ma esemplare. Il racconto segue il percorso della storia di Nat Turner dall’infanzia sino alla fine e conduce lo spettatore in un viaggio che si fa via via sempre più doloroso e violento. Nate Parker descrive le diverse sfumature e i cambiamenti di questo personaggio con incredibile intensità drammatica, facendolo passare in modo naturale da una fede fervente ad una misticismo che sfiora il delirio.

Nat Turner

Non sono certamente pochi gli illustri precedenti capolavori cinematografici che hanno saputo raccontare la drammatica condizione degli schiavi d’America, basti solo pensare al più recente 12 anni schiavo. The birth of a nation però, al di là di ogni legittima lettura politica che costituisce forse il vero punto debole del film, in ogni suo dettaglio drammaturgico riesce rappresentare in modo amaro e commovente un’umanità ferita, umiliata e degradata. Soprattutto racconta con grande abilità la graduale evoluzione del protagonista che giustifica il folle sacrificio di Nat e dei suoi compagni fino a renderlo comprensibile anche a coloro che non ne conoscono la storia.

L’unico elemento di disturbo di un film ben riuscito come The birth of a nation è costituito da alcuni passaggi in cui forse Parker si lascia andare ad una celebrazione esaltante di questo particolare episodio della storia degli Stati Uniti.

Vania Amitrano
Vania Amitrano - Laureata in Lettere, amante dell’arte, dello spettacolo e delle scienze umane, autrice di testi di critica televisiva e cinematografica. Ha insegnato nella scuola pubblica e privata.



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